Caterina Loria conquistata da Italia Viva: “Renzi è l’unico che ascolta i giovani”

In Apertura, Politica
Caterina Loria Matteo Renzi

Caterina Loria, ha l’appeal della giovane pasionaria e la caparbia eloquenza di chi sa esattamente dove vuole andare. Gestisce un ristorante a Bonagia e fa parte del Comitato pro aeroporto di Birgi #sevoloresto. La sua “passione” per il territorio l’ha condotta nella “neonata” squadra che Matteo Renzi sta cercando di mettere insieme per tornare a vincere. Nell’intervista alla giovane imprenditrice, tanta determinazione e tanto coraggio anche per delle scelte coraggiose che lei ha fatto durante la sua giovane vita.

Da #sevolovoto a #sevoloresto il passo è breve eppure è un bel salto quello che lei ha compiuto. Da attivista di un Comitato pro aeroporto di Birgi adesso è un’attivista politica di Italia Viva, il movimento fondato da Matteo Renzi. Come è stato il passaggio?

A Italia Viva sono passata praticamente da subito. Sono sempre stata renziana. Matteo Renzi è l’unico che dà ascolto e parola a noi giovani. Con il PD non è così. E’ semmai al contrario.

E’ ancora un’attivista pro aeroporto?

Sì, certo. Abbiamo incontrato Salvatore Ombra, il presidente Airgest, qualche settimana fa.

Cosa vi siete detti?

Ci siamo sempre detti di muoverci sempre insieme per quanto riguarda il bene di questa provincia. Continueremo a batterci per la sopravvivenza del “Vincenzo Florio”. Sabato sarò a Bologna e partirò da proprio da Birgi. Stiamo cercando di fare rete anche con gli altri imprenditori della provincia.

Tornando alla sua passione politica. Come mai lei è renziana?

Renzi è l’unico che fa qualcosa. Sono stata a Lucca 4 giorni con lui, 24 ore su 24 insieme ad altri giovani. Ci ha fatti parlare e ci ha ascoltati. Ha fatto in modo che potessimo avere un ruolo di primo piano.

Che impressione le ha fatto Renzi “dal vivo”?

Era la prima volta che lo incontravo. La sua dialettica mi ha affascinata.

Anche in TV parla molto.

Sì, ma dal vivo è un’altra cosa.

Perché ha aderito ad Italia Viva?

Ho aderito ad Italia Viva senza alcun dubbio. La Carta dei Valori di Italia Viva, scritta da Gennaro Migliore e da Luisa Doria, mi ha conquistata e non posso non aderire a questo progetto.

Ci spieghi meglio…

E’ un progetto di bellezza a partire dalla ricostruzione delle città e dalla valorizzazione dei Borghi d’ Italia come può essere Erice, senza dimenticare tutti i luoghi belli della nostra provincia. Mi sto muovendo in questo senso. Sono in ottimi rapporti con le ministre Elena Bonetti e Teresa Bellanova e con il vicepresidente alla Camera Ettore Rosato. La Bonetti dovrebbe venire subito dopo Natale. Ho aiutato, insieme alla Bonetti, dei ragazzi ospiti di Villa Betania che avevano dei problemi con la scuola. Ora lei vuol venire a conoscere questi ragazzi che sono seminternati dato che lei è il ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia.

A questo punto le chiedo se la Bellanova, ministra dell’Agricoltura, verrà.

Anche con lei è previsto un incontro, magari a Marsala e a Petrosino dato che si tratta di zone prettamente agricole.

Immagino che lei si candiderà alle prossime elezioni.

E’ tutto da vedere il come e il quando. Non so se mi candiderò a Valderice o alle Regionali oppure alle nazionali. La mia intenzione è comunque quella di fare qualcosa per questo territorio. Una cosa la so ed è che io vado e andrò dritta come un treno. Mi batto per le mie idee e non mi arrendo se credo in qualcosa.

Ci vuol parlare di questi Comitati di Italia Viva sorti anche nel nostro territorio?

Certo, sono i Comitati di azione civile e fanno parte di Italia Viva. A Trapani ce ne sono 4 o 5 attivi e ne sta nascendo qualcuno ad Alcamo. Per ogni nuovo iscritto, Italia Viva pianta un albero.

Dove vengono piantati questi alberi?

Finora sono stati piantati in Emilia Romagna ma noi ci stiamo muovendo perché questi alberi vengano piantati anche qua, in provincia di Trapani, per ogni iscritto. In questi giorni andrò alla Guardia Forestale insieme a Paolo Scibetta per fare in modo che questi alberi vengano piantati direttamente a Trapani. Qua abbiamo bisogno di questo.

Ha qualche zona in mente?

Dovremo vederlo insieme alla Guardia Forestale, ma avevamo pensato all’area di Erice dato che lì ogni anno, in Estate, scoppiano sempre incendi.

Cambiamo argomento. Cosa ne pensa del Movimento delle sardine?

Sabato scorso sono scesa in piazza, a Palermo, per manifestare anche io contro Salvini. Il problema principale adesso presente in Italia è l’odio frammisto all’ignoranza propugnati dalla destra estrema. Sono anch’io assolutamente pro sardine. Sarò a Milano l’1 dicembre per l’altra manifestazione in terra lombarda.

Secondo lei, questo movimento delle sardine è apolitico?

Non è apolitico. E’ apartitico, questo sì. Raggruppa persone provenienti dal Movimento Cinquestelle, dal PD, da Italia Viva, da LEU e anche forse un po’ da Forza Italia.

Dunque non soltanto sinistra moderata, secondo lei.

No, dato che alcuni provengono dai Cinquestelle e da Forza Italia.

Chi sono i nemici o gli avversari da combattere?

Non sono né il Movimento Cinquestelle né il PD. Il nemico da combattere è l’odio, l’ignoranza salviniana e Fratelli d’Italia. La Meloni è pericolosa quanto Salvini se non di più. Stiamo cercando di smuovere le coscienze degli italiani far capire loro che la Storia non può ripetersi. Penso a quello che recentemente è accaduto a Roma. Qualcuno ha imbrattato le targhe dedicate alle vittime delle leggi razziali messe 5 giorni fa. Non possiamo ricadere negli stessi errori.

Perché la Meloni è più pericolosa, secondo lei?

Perché la Meloni sa quello che fa. Salvini non lo so se lo sa. Ripete sempre gli stessi slogan ed è più pericoloso quando sta all’opposizione che quando sta al governo.

Perché?

Quando era al governo ne ha fatte di cose sbagliate. Penso al Decreto Sicurezza bis che per me è un abominio ma all’opposizione, con il suo continuo “lavoro” sui social , incrementa l’odio verso l’altro, verso il diverso. Adesso i sondaggi lo danno un po’ in discesa per fortuna, ma forse per merito delle sardine.

Alle prossime amministrative che si terranno in Emilia Romagna e Calabria, ma anche in Toscana, Veneto, Puglia, Campania, Marche e Liguria, secondo lei, come andrà?

Non possiamo permettere che regioni chiave come l’Emilia Romagna e la Toscana, diventino leghiste. Anche lì bisognerebbe chiedere aiuto al Movimento Cinquestelle.

Di Maio ha già annunciato che farà la volontà degli iscritti alla Piattaforma Rousseau e quindi andranno al voto ma da soli, senza alleanze.

Se i Cinquestelle, il PD e Italia Viva si dividono, e dunque se i Cinquestelle non appoggeranno la candidatura di Stefano Bonaccini, già presidente dell’Emilia Romagna, andranno ad aumentare la forza di Matteo Salvini. Per quanto riguarda quello che è accaduto sulla Piattaforma Rousseau, a quanto pare, e lo dico perché ho parlato con alcuni miei amici cinquestelle, dovranno fare un nuovo quesito nel quale verrà chiesto se vorranno davvero andare da soli o se appoggeranno Stefano Bonaccini.

Non mi stupisce molto il suo continuo richiamo al Movimento Cinquestelle. E’ “merito ” o “colpa” di Renzi se non si siamo andati alle elezioni e se adesso c’è il Conte Bis. Il suo appoggio è stato fondamentale per la nascita di questo governo giallorosso.

Proprio nei giorni in cui si dibatteva su questo, noi eravamo a Lucca. Erano i giorni della nascita del governo Conte Bis. Con noi c’erano la Boschi, la Bonetti, e ovviamente Renzi. Da lì abbiamo seguito passo passo la nascita di questo governo. Per me è stata una mossa intelligente altrimenti avremmo lasciato l’Italia nelle mani della destra estrema. Anche adesso se andassimo alle elezioni, vincerebbe la destra. Dobbiamo aspettare almeno l’elezione del Capo dello Stato per evitare che la destra elegga il “suo” Presidente della Repubblica.

Dunque la Lega è forte in questo momento a prescindere dai sondaggi.

Purtroppo sì. Anche Trapani si è scoperta leghista. Non dimentichiamo che la Lega, a Trapani, è stato il secondo partito per le Europee. Trapani si sta rivelando una città a me sconosciuta.

Come è diventata Trapani, secondo lei?

È diventata razzista. Una città in cui il diverso viene escluso e sto cercando di lottare contro tutto ciò. Per questo non mi sento lo scagnozzo di Matteo Renzi. Lui sta a Roma, a Trapani però c’è, Caterina Loria. E io dico a chi mi vuol sostenere che dovete seguire ciò che io faccio o dico. A chi dice che Matteo Renzi ha sbagliato questo e quest’altro, io dico che lui non vuol fare neanche il premier.

E cosa vuol fare, invece?

Il capo politico, che è diverso.

Renzi chi vorrebbe invece come premier?

Lui vuole una donna presidente del consiglio.

Chi potrebbe essere, secondo lei?

Potrebbe essere Teresa Bellanova. E’ una persona in gamba, capace. Ho avuto il piacere di affrontare un tavolo tematico con lei per quanto riguarda il lavoro. Per me è una persona magnifica, a prescindere dal titolo di studio e da come si veste. Sono soltanto fesserie. Sto cercando di battermi anche per questo.

Per cosa?

Noi donne veniamo spesso giudicate per il colore del rossetto che indossiamo, per come vestiamo, per il tipo di scarpe che portiamo, piuttosto che per la nostra competenza. La Bellanova è capace di smuovere il mondo.

Renzi, secondo lei, cosa ha sbagliato quando era premier?

Si è intestato il referendum ed ha perso. Ne ha fatto una questione personale e da referendum per la Costituzione si è trasformato in un “Matteo Renzi dentro o fuori”. E’ stato un errore. Io l’ho detto personalmente a lui.

Renzi aveva detto che avrebbe lasciato la politica se avesse perso il referendum.

E io dico: quanti di noi non cambiano idea? Lui ha visto che la situazione in Italia stava degenerando troppo, penso al Sud, alla Sicilia che vota per Salvini, ed ha scelto di esserci.

Come pensa possa essere risolto il problema dell’immigrazione clandestina?

Io dico che se arriva un extracomunitario che vuol lavorare, bisogna accoglierlo. Nel mio ristorante do’ lavoro a dei ragazzi extracomunitari che sono ospiti di una comunità di accoglienza. Devo dire che loro lavorano più di tutti. Da 5 anni li faccio lavorare e da 5 anni vengo criticata. Certo ci sono anche quelli che delinquono, ma non sono tutti così.

Ma come si fa a riconoscerli? Come ci si organizza per l’accoglienza?

Ci sono delle situazioni che sono ingestibili. Valderice è un comune che ha 12 mila abitanti ed ha circa 800 immigrati. Sono oggettivamente troppi. Si creano dei ghetti non gestibili. In 800 non si integreranno mai.

Quanti dovrebbero essere secondo lei?

Un Comune di 12 mila abitanti dovrebbe accogliere non più di 120 extracomunitari e fargli fare i lavori che i residenti non vogliono fare. E così è più probabile che si integrino.

Per esempio?

Manutenzione e pulizia della strade, lavori inerenti il Comune insomma. Anche dando loro vitto e alloggio. Per questo io dico che le amministrazioni comunali dovrebbero battersi per questo. Dovrebbero prenderne pochi ma farli lavorare. Magari così si avrebbero strade più pulite. Valderice non è mai stata così trascurata.

In questo modo si risolverebbe il problema della spazzatura? Se le discariche sono stracolme come si fa?

Ho parlato direttamente con il presidente della regione Musumeci, so che ci sono problemi con le discariche ma dico che il problema nostro, a parte l’inciviltà, per cui servirebbero molti più controlli, è legato all’abbandono in cui si trovano le strade con erbe alte lungo i marciapiedi. Io mi ritrovo a fare opposizione a Valderice nonostante non sia consigliere comunale. Mi è stato chiesto aiuto anche dalla stessa maggioranza. Come saprà Valderice è “isolata” per via delle strade interrotte dalle frane. Mi è stato chiesto di intercedere, dato che conosco “gente” a Roma e alla Regione per farle riparare.

E lei cosa sta facendo?

Sto preparando insieme a Davide Faraone, a Valeria Sudano e Marco Di Maio, una interrogazione parlamentare apposta. All’interno del comune sono tutti immobili in questo momento, si muoveranno tutti appena si entrerà in campagna elettorale.

C’è aria di elezioni a Valderice?

No, saranno fra 3 anni e mezzo.

Si candiderà a sindaco di Valderice?

Questo ancora non lo so.

Dato che lei è un’addetta ai lavori perché ha un ristorante a Bonagia e fa anche parte del Comitato per salvare Birgi, ritiene corretto dire che i turisti sono diminuiti? Qual è la sua percezione a riguardo?

Chi è davvero intenzionato a raggiungere i nostri luoghi, lo fa, atterrando anche da un’altra parte. Il problema è anche come raggiungere questi luoghi. Quando atterravano direttamente a Birgi era più facile che si fermassero qui per una settimana facendo il giro della provincia. A Palermo magari ci andavano per uno o 2 giorni. Ora è esattamente al contrario. Oltre al numero dei turisti, sono diminuiti anche i giorni in cui restano qui. Lo vedo anche con i clienti del mio ristorante. Si fermavano in zona per giorni e poi facevano escursioni alle Egadi e a San Vito Lo Capo. Adesso però fanno sosta a Palermo.

Tiziana Sferruggia

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