Catturato in Romania il latitante Vito Bigione. Il Questore: “Era il collante tra mafia, ‘ndrangheta e cartelli colombiani”

In Antimafia, Apertura, Cronaca, Trapani
Arresto Vito Bigione

Si è conclusa questa mattina alle 9 in Romania la latitanza del 66enne mazarese Vito Bigione. L’uomo è stato catturato mentre si trovava in una località in provincia di Timisoara, alla presenza di uomini della Squadra Mobile di Trapani e del Servizio Centrale Operativo in esecuzione di un mandato di arresto internazionale emesso dalla Procura Generale di Reggio Calabria. Ai militari ha fatto vedere una carta d’identità falsa, dicendo di chiamarsi “Matteo”. L’operazione di polizia si è conclusa in collaborazione con la Polizia Rumena, attraverso l’esperto per la Sicurezza in Romania e la Direzione S.I.Re.N.E. del Dipartimento della Pubblica Sicurezza di Roma.  Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile di Trapani, insieme al Servizio Centrale Operativo e alla Squadra Mobile di Palermo. Le attività investigative, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo con il Procuratore Aggiunto Paolo Guido e i Sostituti Pubblici Ministeri Francesca Dessi e Alessia Sinatra, si sono concluse dopo appena due mesi di incessante e serrata attività. Vito Bigione era ricercato dal mese di giugno scorso quando si era dato alla latitanza per sottrarsi alla condanna definitiva a 15 anni di reclusione emessa dalla Corte di Cassazione nell’ambito del processo “Igres” celebratosi presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria  (a partire dall’anno 2003). Nel suddetto procedimento giudiziario, Bigione è stato condannato per traffico internazionale di stupefacenti e associazione mafiosa. Come ha detto il Questore Claudio Sanfilippo nel corso della conferenza stampa tenutasi dopo l’arresto, era considerato “il collante tra mafia, ‘ndrangheta e cartelli colombiani. Nei mesi scorsi era tornato agli onori delle cronache nell’ambito dell’operazione “Anno Zero”, che ha decapitato i vertici delle famiglie mafiose di Partanna, Mazara e Castelvetrano, sottraendo altri importanti pezzi alla rete di protezione costruita intorno alla latitanza del boss Matteo Messina Denaro. Nell’ambito della citata operazione sono emersi contatti tra lo stesso Bigione e alcuni esponenti della famiglia mafiosa di Mazara del Vallo arrestati.

 

 

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