C’è da imparare…

In Apertura, Ka...link...ka

Le notizie sconcertanti, drammatiche e ripugnanti che ci giungono dal Cile, non fanno altro che dimostrare come viviamo tempi “malati”. Non che il Sudamerica non fosse terra che non abbia vissuto mai colpi di stato, dittature, periodi di grandi crisi umanitarie ed economiche. Ma le immagini che media e social stanno mostrando, immagini reali e crude, in cui gli agenti di Polizia massacrano, saccheggiano, rubano e stuprano le donne in strada, sono di una violenza inaudita. Di quelle capaci di provocare forte nausea. Le violente proteste che hanno generato una vera e propria guerriglia urbana, in Cile sono nate da una serie di atti perpetrati dal Governo ai danni della popolazione; una dittatura silente che ha messo in ginocchio i propri cittadini, che da un po’ di tempo lamentano carenze strutturali e una riforma della scuola, ad esempio. La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, e che ha portato il diffuso malcontento, è stato l’aumento di pochissimi centesimi del prezzo del biglietto della metropolitana.

Cose che in Italia sono impensabili. Abbiamo perso tante occasioni per scendere in piazza; neanche il Jobs Act ci ha stimolato, indenni di fronte alla Legge Fornero. Ditelo ai francesi invece come e quanto hanno protestato contro la riforma insensata sul lavoro. L’apatia, credo, non è dovuta solo ad una nostra colpa. Lo Stato italiano non ci ha di certo aiutato, le vicende politiche dagli inizi del ’90 ci hanno ingobbito, piegato, fino ad arrivare ad oggi, in cui stiamo davvero raschiando il fondo, cosa che nell’era Berlusconi pensavamo già di aver toccato. Al peggio, come si suol dire, non c’è mai fine. Lo capiamo, ulteriore piccolo esempio, dalle tanto attese elezioni in Umbria che le cose difficilmente possono cambiare da un giorno all’altro. E chi ci ha creduto, a quest’allenza M5S-PD che ha disorientato sia una parte che l’altra, forse ha sottovalutato il lavoro di “smembramento” che sembra avere attuato Matteo Renzi, che nel PD in questo Governo si è fatto inserire Ministri e Sottosegretari per poter tornare a dire la sua col fresco movimento Italia Viva (il neo simbolo assomiglia al marchio Pepsi, ma tant’è).

La destra c’è, e in una regione molto sensibile, messa in ginocchio dai terremoti e da false promesse che ogni Governo, da destra a sinistra, ha avanzato senza nessun risultato. Ma le promesse, quelle che fece Berlusconi nei container, qualcuno dovrebbe ricordarsele ancora. Non è solo un film di Paolo Sorrentino. Da adesso in poi il popolo italiano non dovrà perdere occasione per farsi sentire. Così come i sindacati non dovranno perdere occasione per tutelare lavoratori e cittadini senza fare i marinai. Ci vuole coraggio. Il 16 novembre al Circo Massimo di Roma, sarà una rinnovata occasione per essere presenti: in ballo c’è la riforma delle pensioni snobbata dalla legge di bilancio 2020, perchè per il Golverno sul fronte pensionistico “si è fatto già abbastanza” con Quota 100, Opzione Donna e Ape Sociale, che a chiamarle così sembrano riviste di moda & auto.

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