Crocetta vara il suo quarto governo. Baldo Gucciardi unico assessore trapanese. Ma Raciti non riconosce la delegazione del Pd

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E’ nato intorno alle 17, come un tè inglese, il quarto governo guidato da Rosario Crocetta. Dopo l’azzeramento della compagine precedente, ufficializzato il 27 ottobre ma nell’aria da tempo, sono stati finalmente ufficializzati i nomi che dovrebbero accompagnare l’ex sindaco di Gela nella parte conclusiva della sua esperienza amministrativa. Non mancano le novità, ma si registrano anche numerose conferme. Tra queste, spicca quella di Baldo Gucciardi, unico rappresentante della provincia di Trapani, che manterrà la delega alla sanità. Resta in sella, come da accordi con Renzi, l’assessore al bilancio Alessandro Baccei, così come la vicepresidente Mariella Lo Bello (che si occuperà anche di attività produttive). Confermati Maurizio Croce (territorio e ambiente), Cleo Li Calzi (turismo, sport e spettacolo), Vania Contrafatto (energia e servizi) e Giovanni Pistorio (infrastrutture e mobilità).

Tra le new entry, si registrano innesti politicamente “pesanti”, soprattutto in seno al Pd, che piazza due dei suoi dirigenti più navigati, Antonello Cracolici (agricoltura, sviluppo rurale e pesca) e Bruno Marziano (istruzione e formazione professionale). Vicino all’area del gruppo Psi-Megafono è invece Antonio Fiumefreddo (autonomie locali e funzione pubblica), mentre Gianluca Miccichè (famiglia, politiche sociali e lavoro) e Carlo Vermiglio (beni culturali e identità siciliana) sono riferibili ai centristi e subentrano a Sebastiano Caruso e Antonio Purpura.

Senza pace l’assessorato all’agricoltura, che in tre anni è passato da Dario Cartabellotta a Sara Barresi, passando per Nino Caleca, prima di venire adesso assegnato a Cracolici. Tra i sacrificati anche Giovanni Pizzo e Marcella Castronovo. Rispetto al Crocetta ter, non compaiono più nemmeno i nomi di Lidia Vancheri e Lucia Borsellino, che, come noto, si erano dimesse per ragioni diverse la scorsa estate. Il presidente della Regione convocherà per giovedì un incontro con i partiti della coalizione per sottoscrivere il documento di intesa programmatica di fine legislatura. Il presidente, si legge nella nota inviata agli organi di stampa, “confida che la nuova composizione del governo possa facilitare il dialogo con tutto il parlamento, attraverso un patto di intesa con tutte le forze della coalizione, con rispetto e lealtà nei confronti delle opposizioni che sono chiamate a condividere il processo di riforme urgenti delle quali ha bisogno la Sicilia, in una fase che vede per la prima volta dopo 7 anni un incremento del pil dello 0,4 % e una previsione per il 2016 dell’1%, segno che delle azioni importanti sono state fatte negli ultimi tre anni”. “E’ il momento del coraggio, del cambiamento, – conclude Crocetta – per rinnovare profondamente la politica, verso un nuovo sviluppo della Sicilia. Il nuovo governo deve darsi tre obiettivi principali : semplificare e sburocratizzare, aiutare le imprese, combattere la disoccupazione”.

Tra i principali nodi irrisolti emersi in questa prima fase, la mancata partecipazione al “Crocetta quater” dell’area riconducibile all’ex segretario Lupo, che non ha indicato alcun assessore. Alla luce di ciò, il presidente ha già chiesto un incontro chiarificatore al segretario regionale del PD Fausto Raciti, lasciando intendere che la nascita del nuovo governo potrebbe trascinarsi dietro anche non pochi problemi che hanno caratterizzato le fasi precedenti. E immediata arriva la “doccia gelata” del segretario Raciti, che praticamente afferma di non riconoscere la delegazione del Pd in seno al “Crocetta quater” e a proposito della nuova lista ha dichiarato all’Ansa: “Siamo sicuri che si tratti di un errore”. E anche il gruppo Psi-Megafono chiarisce che non si sentono rappresentati da nessun assessore (tanto meno da Fiumefreddo).

Non si fanno attendere i commenti dei gruppi di opposizione: “I violenti attacchi del Partito democratico al presidente della Regione siciliana, avvenuti solo pochi minuti dopo la presentazione del Crocetta Quater, evidenziano come il Pd, che mostra una palese volontà ricattatrice, sia il vero problema della nostra Sicilia. I democratici sono i veri responsabili di un gioco al massacro che la nostra terra non merita e che i siciliani sono stanchi di subire”, ha commentato Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars. “Crocetta presenta il governo e Raciti gli risponde che il Pd non lo riconosce. Signori, governare non è essere perennemente su Scherzi a parte”, gli fa eco Nello Musumeci.

Duro anche Erasmo Palazzotto (Sel): “Siamo alle comiche e, purtroppo per la Sicilia, neanche a quelle finali. La Sicilia crolla letteralmente sotto alle macerie di una classe dirigente inadeguata e corrotta interessata solo alla spartizione del potere. Prima andiamo a votare meglio sara per la Sicilia. I Siciliani, sono sicuro, sapranno giudicare questa esperienza di governo ed i partiti che ne sono responsabili”.

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