Diego Maggio: “Le mie proposte su periferie e promozione del territorio”

In Apertura, Marsala
Diego Maggio

Punta su proposte programmatiche mirate allo sviluppo della città l’avvocato Diego Maggio, sempre più in corsa per la carica di sindaco alle prossime amministrative marsalesi. Dopo la nota dei giorni scorsi riguardante il Porto, ne ha pubblicate altre due, rispettivamente sui quartieri popolari e la promozione territoriale.

“In questo mio viaggio dentro la mia Marsala non farò venir meno un’attenzione speciale, forte e costante per i quartieri di Sappusi, Amabilina, via Istria, via Mazara e per gli altri nuclei di edilizia popolare”, scrive Maggio, sottolineando come le aree più fragili da un punto di vista economico-sociale vadano “affrancate dalla emarginazione”. “Dovranno essere più illuminate, più verdi, più pulite (con altrettante aree di compostaggio dei rifiuti), più collegate con bus di linea ogni dieci minuti. E in ognuno deve funzionare un centro sociale vero. Dobbiamo istituire – privilegiando i luoghi più isolati – nuovi percorsi pedonali, ciclabili, equestri”. Maggio pone attenzione anche a cantieri e borse di lavoro con finanziamenti europei per lenire gli effetti della disoccupazione, così come a un “pronto soccorso sociale” in grado di fornire agli indigenti un sostegno immediato per spese sanitarie e per l’acquisto di beni primariamente necessari. “Saranno altresì costruiti, nei rispettivi punti cardinali del territorio, almeno quattro spazi per l’igiene personale (wc, doccia, lavanderia) a beneficio di chi (residenti e immigrati) non dispone di tali servizi essenziali”. E poi, l’ex dirigente della Provincia di Trapani propone un centro d’incontro per anziani e disabili adulti, la realizzazione di una equìpe mobile da far girare per il territorio come punto d’ascolto itinerante dei bisogni giovanili, l’istituzione di un “Garante delle persone in difficoltà”.

Sul fronte della promozione territoriale, Diego Maggio riporta al centro della discussione la necessità di puntare su eventi a carattere cinematografico o enogastronomico per dare lustro alla città, proponendo un “Festival Mediterraneo dei Vini da Pesce”. Rispetto al principale prodotto della tradizione industriale marsalese, Maggio sottolinea poi la necessità di istituire un Ente Fiera, una Casa del Marsala (magari presso la Palazzina Ingham) e un Museo del Vino (a Palazzo Fici). Rilancia inoltre l’idea di far dichiarare il Marsala, prima doc nazionale, “Vino dell’Unità d’Italia”, possibilmente in coincidenza con il 160° anniversario. Infine elogia l’ex sindaco Salvatore Lombardo per il lavoro che con le Strade del Vino sta portando avanti per la rinascita del Consorzio di Tutela del Vino Marsala, con un giusto equilibrio tra industriali e viticoltori.

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