Donnafugata e Normale di Pisa insieme per il Premio “Giuseppe Nenci”, assegnato all’archeologa Gabriella Sciortino

In Iniziative, Marsala

È stato consegnato ieri alla giovane archeologa siciliana Gabriella Sciortino, il Premio “Giuseppe Nenci” istituito dall’azienda vinicola Donnafugata nell’ambito della collaborazione per le attività di ricerca svolte dalla Scuola Normale Superiore di Pisa nella Sicilia Occidentale.

La commissione di esperti della Normale ha assegnato il premio alla tesi di dottorato sostenuta dalla Sciortino all’Università Pompeu Fabra di Barcellona, dal titolo “Fenici e Greci in Sicilia durante l’età arcaica. Il significato dei materiali di tradizione fenicia all’interno di contesti sicelioti nello studio delle interazioni culturali”.

La cerimonia di consegna si è tenuta al Museo Salinas, alla presenza della direttrice Francesca Spatafora, del Professore Carmine Ampolo, già direttore del Laboratorio di Scienze dell’Antichità della Normale, e di Baldo Palermo in rappresentanza di Donnafugata.

Il Premio, intitolato alla memoria dell’illustre archeologo a cui si deve l’avvio delle ricerche archeologiche a Entella, viene attribuito dal 2001, con cadenza annuale, alla migliore tesi di laurea, specializzazione o dottorato dedicata alla storia della Sicilia antica.

Nel corso della cerimonia Gabriella Sciortino ha illustrato il proprio studio. Contestualmente è stato esposto al pubblico uno dei decreti di Entella iscritto su tavoletta in bronzo e conservato al Museo Salinas. Si tratta del decreto in cui gli Entellini concedono “benevolenza e isopolitia (cittadinanza)” ai Segestani per l’aiuto ricevuto in occasione del ripopolamento della città, distrutta dai Romani alla metà circa del III sec.a.C.

I decreti di Entella sono documenti molto preziosi e rari che hanno una straordinaria importanza per la ricostruzione della storia della Sicilia antica. Si tratta di iscrizioni greche su tavolette di bronzo (8 originali più 1 falsa) rinvenute negli anni settanta del novecento da scavatori clandestini e immesse nel mercato antiquario internazionale; di esse, solo tre, oltre al falso, sono state recuperate al patrimonio nazionale.

Abbiamo sempre creduto all’alleanza tra vino e cultura – afferma José Rallo di Donnafugata – capace di generare conoscenza e promozione del nostro territorio. Siamo stati quindi orgogliosi di consegnare per il sedicesimo anno, il Premio intitolato al professor Nenci con il quale nel tempo abbiamo voluto sostenere ed incoraggiare numerosi giovani studiosi.”

La collaborazione tra la Normale e l’azienda siciliana nasce dalla volontà di valorizzare in particolare la conoscenza della civiltà Elima, alla quale viene attribuita l’introduzione della coltivazione della vite in Sicilia. Un impegno che Donnafugata ha portato avanti supportando la Normale anche negli scavi archeologici sul sito Elimo di Rocca di Entella – l’antica Anthìlia – nei pressi dei vigneti aziendali. Ed Anthìla è oggi il nome del vino bianco di Donnafugata più venduto nel mondo.

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