La situazione

In Apertura, Io la penso così
fiano

Tutti abbiamo delle segrete simpatie per quanto attiene i personaggi della politica. Ora per noi è giunto il momento di confessarle. Seguiamo, non con la frequenza che vorremmo, una trasmissione televisiva in cui i parlamentari interrogano il governo, che risponde in Aula. Tra i più attivi c’è sempre Emanuele Fiano del PD. Interroga su tutto. Di professione fa l’architetto ma le sue preferenze vanno sui temi tra i più disparati, come è giusto che sia per un parlamentare. Non tutti i geni, naturalmente, si somigliano: vi sono quelli che hanno il dono della concisione incisiva (Giulio Cesare, per dire il primo che ci viene alla mente) e quelli che prediligono l’ampiezza di diffusioni peraltro non mai vane, pur sapendo, al caso, mostrare mirabili capacità di sintesi. Citeremmo, fra questi secondi, Dickens e Manzoni. Succede lo stesso in politica, dove si va da un duca, un certo Sunderland, che a proposito di Brexit ha letto nei giorni scorsi tre volte ai Comuni, ricominciando imperturbabile dalla prima parola, un suo discorso di sessanta cartelle perché gli è sembrato che non tutti lo abbiamo attentamente seguito. Conosciamo invece alcuni, potremmo citare esempi, delle nostre parti che parlano soltanto quando vi sono “costretti”.

Ma questi sono casi, per così dire, mitici, e in ogni caso si riferiscono al passato. Oggi come oggi, conosciamo solamente un genio, ed è un genio della sintesi. Ne eravamo già convinti, ma l’ultima prova ci è venuta ieri dall’intervento di Fiano alla Camera, testuale: “…ci pare che la situazione sia veramente difficile”. Ora, da nostre precise informazioni, risulta che l’on. Fiano non è arrivato subito a formulare il giudizio da lui espresso. Consapevole dell’audacia dei suoi pensieri, sapendo bene quanto ci avrebbe impressionato e conscio delle conseguenze che ne sarebbero potute derivare, dapprima taceva. Chi gli stava intorno, si domandava angosciato: “Come vedrà Fiano la situazione?”. E, come sempre, tra gli astanti c’erano anche taluni inclini a pensare al peggio, ma volete che immaginassero che il deputato del Pd, dentro di sé, era già arrivato a vedere la situazione “veramente difficile”? Ma l’uomo è fatto così. Rifugge dai giudizi precipitosi, li pensa e li ripensa due o tre e magari anche dieci volte; ma al momento giusto si pronuncia ed è inesorabile. Dopo di lui tutti ci domandiamo come abbiamo potuto, fino a un momento prima, pensarla diversamente.

Adesso se telefonate a casa del “nostro” vi diranno che non c’è. E’ vero. Si trova a casa ma sotto il letto. Lo hanno già visitato i medici i quali, dopo avere assai stentato a trovargli la testa (tanto che qualcuno ha supposto che fosse disteso alla rovescia), hanno sentenziato che il paziente ora ha bisogno di un assoluto riposo. Va bene, auguri. Ma intanto noi che facciamo qui senza riuscire a sapere com’è, veramente, la situazione?

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