Fuga di notizie riservate, Piera Aiello denuncia Bonafede e Salvini

In Apertura, Politica
Piera Aiello (foto Enrico Alagna)

Durissimo quanto inatteso attacco da parte della portavoce alla Camera del Movimento 5 Stelle nei confronti dell’ex Ministro degli Interni Matteo Salvini e del Guardasigilli Alfonso Bonafede (peraltro, pentastellato come lei).

“Per tanti anni ho cercato di proteggere me ed il mio nucleo familiare, ma per leggerezza o per sicura incompetenza di due ministri, Salvini e Bonafede, di un sottosegretario Gaetti e di un direttore del Servizio Centrale di Protezione Generale Aceto, questo è stato vanificato”, spiega la Aiello che, com’è noto, è testimone di giustizia dal 1991 e pertanto sottoposta a un programma speciale da parte del Servizio Centrale di Protezione che per anni l’ha costretta a vivere con un’altra identità e a non comparire in pubblico con il proprio volto. Dal racconto dell’onorevole Aiello si evince che i soggetti citati (e nei cui confronti la portavoce pentastellata ha desso annunciato una formale denuncia) avrebbero causato una fuga di notizie riservate riguardanti la sua famiglia. Sotto accusa un decreto interministeriale sottoscritto a maggio dai Ministri Salvini e Bonafede con cui venivano rese note informazioni particolarmente delicate su Piera Aiello e i suoi familiari.

“Il provvedimento – scrive la portavoce pentastellata – costituisce un pericoloso precedente, che potrebbe compromettere la sicurezza di quasi un centinaio di testimoni di giustizia, preziosi per la lotta al crimine organizzato”. La Aiello riferisce di aver già informato della denuncia il presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra e di essere stata ricevuta dal Quirinale, “che si sta prodigando per aiutare me e la mia famiglia”.

“Ho chiesto accesso agli atti – aggiunge la deputata partannese – per sapere la procedura usata per un eventuale ricorso, tra l’altro avviato, unica risposta è stata che gli atti sono talmente tanti che prorogano al 30 settembre un’ipotetica consegna degli atti stessi, così facendo cercano di far scadere i termini, ma così non sarà. In pratica, l’ennesimo abuso da parte di questi uffici, perché, diversamente da quanto viene detto da testimoni malpensanti, di abusi ne ho subito tanti in 28 anni da parte di questo regime di protezione che non protegge nessuno e mai nessuno mi ha aiutata, lotto per i diritti dei testimoni e collaboratori unitamente “all’Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia” presieduta da Ignazio Cutrò dove è nata la legge che ci dà diritto ad avere la dignità lavorativa, da sempre negata, proprio da quelle istituzioni che ci dovevano aiutare, ultima legge depositata e calendarizzata n.1740, che presto sarà discussa, pensata per evitare violazioni a scapito di testimoni e collaboratori, nonché la legge sugli imprenditori usurati. Alla luce dei fatti l’unica cosa che mi viene in mente è che sto pagando un prezzo troppo alto per avere creduto alla difesa dei cittadini Italiani che ancora sperano e vivono nella Verità e nella Giustizia”.

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