Gruppo Morace, sequestro per 10 milioni di euro

In Apertura, Trapani

Un sequestro per un valore complessivo di 10 milioni di euro tra beni mobili ed immobili, terreni, quote azionarie e rapporti finanziari. Lo ha disposto il Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura e della Dia, nei confronti degli imprenditori Vittorio ed Ettore Morace, storico patron della Ustica Lines e del Trapani Calcio. Il provvedimento è stato eseguito dalla Dia di Trapani. Come si ricorderà, le vicende giudiziarie riguardanti la famiglia Morace hanno avuto inizio due anni fa, in seguito all’operazione Mare Monstrum, in cui si faceva riferimento a indebiti vantaggi economici che il gruppo avrebbe avuto tramite i suoi rapporti con la politica e la pubblica amministrazione regionale. Coinvolto nella vicenda anche l’ex sindaco di Trapani Mimmo Fazio.

I carabinieri dei nuclei investigativi di Trapani e Palermo si sono occupati dell’indagine penale che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio firmata dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal sostituto Francesco Gualtieri. Gli indagati sono Ettore (che ha deciso di patteggiare), Vittorio Morace, Mimmo Fazio, Giuseppe Montalto, Marianna Caronia, Salvatrice Severino, Simona Vicari, Rosario Crocetta, Massimo Finocchiaro, Sergio Bagarella, Lucio Cipolla, Elisabetta Miceli, Giacomo Monteleone e la Liberty Lines.

Le indagini patrimoniali sono invece frutto del lavoro della Dia. Secondo l’accusa, i Morace avevano stretto un patto corruttivo con Salvatrice Severino, dirigente dell’Assessorato ai Trasporti della Regione siciliana. Sarebbe stata lei a predisporre i bandi per i collegamenti con le isole minori, favorendo gli interessi della compagnia di navigazione.

L’odierno provvedimento di sequestro comprende 5 milioni e 490 mila euro di azioni della Liberty Lines (ex Ustica Lines) di proprietà di Vittorio Morace; 175 mila euro di quelle intestate al figlio Ettore; disponibilità finanziarie su rapporti bancari ed altri prodotti finanziari per un ammontare di 2 milioni e 871 mila euro; una ventina fra immobili, fabbricati e terreni a Trapani.

Il sequestro non comporta alcun effetto sull’attività di collegamento che Liberty Lines continua a garantire con le isole minori siciliane.

La stessa compagnia ha inviato una nota agli organi di stampa:

“Il provvedimento relativo al sequestro di beni rientra nella precedente inchiesta condotta dalla Procura nei confronti della Ustica Lines relativa al periodo 2008 – 2014 e che è oggetto di un processo in fase iniziale. Il gruppo dirigente della compagnia prende atto del provvedimento e, nel ribadire piena fiducia nell’operato della magistratura, conferma la volontà di proseguire il percorso di risanamento dell’azienda – avviato da tempo pur tra mille difficoltà – che ha prodotto importanti risultati, teso a mettere in sicurezza il futuro occupazionale di tutti noi lavoratori e garantendo l’efficienza del servizio reso all’utenza”.

 

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