Il Consiglio comunale di Alcamo ha approvato tre debiti fuori bilancio

In Alcamo, Apertura
Consiglio comunale Alcamo 3 ottobre

Nel corso della seduta consiliare è stata anche trattata un’interrogazione, avente ad oggetto lo street control, da Giacomo Sucameli, transitato di recente nel gruppo politico Sicilia Futura. Un’altra interrogazione, presentata dal consigliere comunale Gino Pitò, è stata invece rinviata.

Al centro del dibattito del consesso civico di ieri sera vi sono stati tre debiti fuori bilancio. Il primo è stato votato favorevolmente da 19 consiglieri comunali (M5S, ABC-Alcamo Cambierà, Anna Allegro e Saverio Messana dell’UDC e Francesco Dara di Noi per Alcamo). Due sono stati invece i voti contrari dei rappresentanti politici di Sicilia Futura (Giacomo Sucameli e Giovanni Calandrino). Si è astenuto Filippo Cracchiolo del Partito Democratico. Stessa sorte è toccata all’immediata esecutività. Tale debito fuori bilancio è giunto in Consiglio comunale, per essere deliberato, con notevole ritardo, producendo maggiori spese per l’ente e costituendo verosimilmente un danno erariale. La sentenza di condanna del Comune di Alcamo nasce da una controversia, relativa ad un sinistro del 2015, nella quale è stato riconosciuto il concorso di colpa dell’attore nella misura di un terzo. Ma nonostante la decisione del giudice di pace sia stata comunicata all’ente a gennaio del 2018, e sia stata trovata la copertura finanziaria dalla giunta municipale, la direzione 4, competente a predisporre la proposta di istruttoria, non ha rispettato i termini procedimentali sforando oltre otto mesi di ritardo. Ciò ha comportato un maggiore esborso ingiustificato per l’ente, pari a 2.488,59 euro. La seconda commissione, competente in materia, si era astenuta davanti alla proposta contente l’atto di pignoramento scaturito dall’ingiustificabile ritardo. Tra l’altro, il debito era presente nel registro del contenzioso, di cui l’ente si è dotato, nel dicembre del 2017 e non è stato neanche pagato a seguito della variazione di bilancio avvenuta lo scorso agosto. Il capogruppo dell’Udc Saverio Messana ha affermato: “Parliamoci chiaro, io non sono più disposto a passare avanti come se non è successo niente. È giusto che chi sbaglia paga, perché solo infilando la mano in tasca e togliendo qualche euro nelle tasche di chi praticamente sbaglia, sicuramente al prossimo (debito fuori bilancio n.d.r.) si sgraneranno gli occhi. Ma io parlo di tutti, il primo pure io, se sbaglio mi assumo la responsabilità”. Ed ha continuato: “Questo è un danno erariale, che sia chiaro. Non ci sono mezzi per dire forse, non si sa. Perché è così. Io spero che sia l’ultima volta che succedono questi pasticci. Fino a qua, a pagare sono stati solo ed esclusivamente gli alcamesi”.

Non sono bastati i tentativi di chiarimento, per sgombrare il campo da ogni dubbio, dei due dirigenti chiamati in causa, l’ingegnere Anna Parrino e il dottore Sebastiano Luppino, tanto che la capogruppo della maggioranza pentastellata, Noemi Scibilia, è intervenuta per leggere in Aula il verbale della seconda commissione, che la stessa presiede, e  che contiene le dichiarazioni fatte in quella sede dal segretario comunale Vito Bonanno: “Il ritardo accumulato è inspiegabile, l’istruttoria del debito non evidenzia i motivi e le responsabilità del ritardo e non fa comprendere il problema della copertura finanziaria che non risponde al vero, in quanto la copertura c’era”. Poi, l’esponente grillina ha chiesto un’integrazione in Consiglio comunale dello stesso segretario comunale sebbene, per l’appunto, “Le osservazioni e le integrazioni già fatte in  commissione sono abbastanza esplicite sul fatto che la copertura c’era già a febbraio”. Il consigliere comunale di ABC-Alcamo Cambierà, Mauro Ruisi, ha invece dichiarato nel corso della seduta: “Sembra abbastanza chiaro tutto quello che è successo su questo debito che vorrei chiamare pastrocchio, non so come chiamarlo. In realtà, è la perfetta sintesi di quello non deve mai accadere nel nostro comune, rispetto alla gestione di un debito fuori bilancio. Beh, è successo tutto quello che non doveva accadere fra incomprensioni, perdite di tempo, maturazioni di denaro, che poi portano denaro in più di debiti nostri, che portano ad ulteriori somme che sono un danno erariale nei confronti del quale certamente deve esserci una valutazione di procedimenti disciplinari per comprendere come e dove, chi e cosa ha prodotto questo aggravio, assolutamente evitabile, di denaro in più pagato”. Il rappresentante politico di Noi per Alcamo, Francesco Dara, ha così espresso il suo pensiero rivolgendosi al presidente del Consiglio comunale Baldo Mancuso: “Mi viene in mente una frase, caro presidente, una frase dialettale che ho il piacere di dire «I sordi di u risparmiaturi si li mancia u scarafuni». Questo Consiglio comunale che è veramente attivo, e mi permetto e sono orgoglioso di dire che tutto il Consiglio comunale si spende, a partire dall’insediamento, per ridurre i gettoni di presenza, abolire gli sprechi, abbiamo abolito la carta, le bottiglie d’acqua, perché ora abbiamo il contenitore per risparmiare, poi, è qua a dire che migliaia di euro si sprecano. Perché per me è uno spreco”. Poi, il consigliere comunale ha invitato l’amministrazione a vigilare ulteriormente sui dirigenti. Il segretario Vito Bonanno, nel suo intervento, ha chiarito che tutte le carte concernenti il citato debito fuori bilancio saranno trasmesse alla procura della Corte dei Conti. Sull’aspetto disciplinare, invece, ha affermato che in questa fase non può dire nulla. Un complesso di fattori è sicuramente venuto fuori dall’analisi di questo debito che necessitava maggiore comunicazione tra le direzioni. Comunicazione che, nonostante la piattaforma, non è stata fluida. Inoltre, l’eccessivo carico di sentenze gestite da una stessa unità operativa, arrivate in un determinato periodo, ossia quando la piattaforma era appena entrata in funzione, ha probabilmente contribuito all’intoppo, ma di certo non è stato un problema derivante dall’articolazione della copertura finanziaria. “Un concorso di fattori ha contribuito a questo ritardo”, ha spiegato il dottore Bonanno. “Ma quello che è certo è che non si spiegano in presenza di un pignoramento verso terzi i 46 giorni di ritardo dopo che il Consiglio comunale, l’8 di agosto, applica un pezzo di avanzo accantonato presunto, prelevandolo dal cassetto del fondo rischi contenzioso. Non si capisce perché dall’8 di agosto c’è questo ulteriore blackout, in cui la delibera comincia ad essere lavorata solo il 13 settembre e chiusa il 24 di settembre. Come avete visto in due giorni ho dato il parere e anche voi (seconda commissione n.d.r.) siete stati velocissimi perché avete dato il vostro”, ha ribadito il segretario comunale augurandosi che questa pagina venga presto chiusa.

Il secondo debito fuori bilancio sottoposto all’Aula consiliare, poi presieduta in sostituzione del presidente dalla vicepresidente Giovanna Melodia, è stato deliberato con 15 voti a favore (M5S, ABC-Alcamo Cambierà, Anna allegro e Saverio Messana dell’UDC e Filippo Cracchiolo del PD), uno contrario (Sucameli) e due astenuti: Giovanni Calandrino e Rita Norfo (UDC). Medesimo risultato ha avuto la votazione dell’immediata esecutività.

Infine, il terzo debito fuori bilancio, esposto in Aula Falcone-Borsellino, è stato approvato con 18 voti favorevoli (M5S, ABC-Alcamo Cambierà, Saverio Messana dell’UDC, Filippo Cracchiolo del PD e Francesco dara di Noi per Alcamo), uno contrario (Sucameli) e due astenuti (Calandrino, Norfo). Nel corso della seduta consiliare è stata trattata un’interrogazione, avente ad oggetto lo street control, da Giacomo Sucameli, transitato di recente nel gruppo Sicilia Futura. Un’altra interrogazione, presentata dal consigliere comunale Gino Pitò, è stata invece rinviata.

Linda Ferrara

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