Il sindaco Alfano: “La mafia ha devastato l’economia di Castelvetrano. Ripartiamo da storia e cultura”/1

In Apertura, Castelvetrano
Enzo Alfano

A sei mesi dall’elezione alle scorse amministrative di maggio, vinte con 8.380 voti pari al 64,57 %, dei votanti, battendo il suo antagonista Calogero Martire al ballottaggio, il sindaco Enzo Alfano fa un primo bilancio della gestione pentastellata di Castelvetrano e dei progetti che ha in mente per proseguire la realizzazione del suo programma politico. Mafia, dissesto economico, mozione di sfiducia, raccolta differenziata, veleni politici, crisi dei Cinquestelle e alleanze politiche, questi gli argomenti caldi dell’intervista. Castelvetrano città difficile? Certo, Alfano lo sapeva già. Il Comune sciolto per mafia al tempo di Felice Errante e il successivo commissariamento, di certo non hanno giovato al progresso e al cambiamento d’aria sia culturale che economica. Alfano è ottimista ma realista. Nell’intervista, la passione e l’impegno fanno capolino fra i sogni e gli ideali di uno dei primi attivisti del movimento a cui appartiene.

Sindaco Alfano, si respira un clima di veleni in consiglio comunale. I consiglieri di “Obiettivo Città” hanno chiesto le sue dimissioni. Prima dei 24 mesi di operato però ad un sindaco non può essere fatta alcuna mozione di sfiducia. Allora perché tutto questo, a cosa serve?

Sono dei veterani della politica. Penso che lo sappiano anche loro che la legge non prevede questo. Hanno voluto fare un attacco verso la mia persona e quando gli attacchi politici vanno al di là del buon senso, e in questo caso siamo fuori dalla normativa, diventa un attacco personale. La cosa che più mi ha ferito è che questo aspetto, per la prima volta da quando faccio politica, ha attraversato la mia carne viva ed ha investito anche i miei familiari.

Chi sono questi consiglieri di Obiettivo Città che la attaccano?

Stuppia, il Capo Gruppo Martire, Enza Viola e Curiale. Presumo che quando scrivano firmandosi “Obiettivo Città”, siano loro i principali firmatari dei documenti.

Perché hanno chiesto le sue dimissioni sindaco?

Hanno chiesto le mie dimissioni attribuendomi tutta una serie di bugie. Nel loro comunicato c’è scritto che io non ho fatto né detto alcune cose. Se uno accusa un altro di essere bugiardo dovrebbe dire a sua volta la verità. Sono consapevole che ci siano stati dei ritardi nel trasmettere al Consiglio Comunale un bilancio abilmente riequilibrato. Gli aspetti di cui loro parlano equivocano sull’aspetto dell’atto dovuto. Io ho parlato di atto dovuto come di atto obbligato da parte della Regione proprio per i ritardi di cui sono consapevole.

A cosa sono dovuti questi ritardi di cui parlava, sindaco?

Per tutta una serie di circostanze, noi, nel periodo fin dall’insediamento, abbiamo avuto una sede pressochè vacante nella figura del Segretario Comunale, vuoi perché c’erano le ferie , vuoi perché la dottoressa Di Trapani aveva deciso di lasciare Castelvetrano. Poi c’è stato l’avviso pubblico per la copertura di questo posto e soltanto da pochi giorni il nuovo segretario generale, si è insediato.

Ci può dire chi è?

La dottoressa La Vecchia.

Quindi adesso si dovrebbe velocizzare tutto?

In pratica adesso dovremmo avere un continuo aiuto e indicazioni per marciare speditamente nella nostra attività amministrativa. Da qualche giorno si è aggiunto anche il sovraordinato, il dottor Calamia, Segretario Generale di Erice, il quale, per 2 giorni alla settimana verrà qui in veste di sovraordinato a darci una mano nella parte amministrativa e contabile.

Sindaco Alfano, la città sta attraversando un periodo di crisi. Il dissesto economico di Castelvetrano da cosa è stato provocato? Dall’incapacità di esigere i crediti o da spese folli perpetrate in passato?

In questi mesi di amministrazione ci siamo resi conto che questa è una città che ha spese come se avesse 60/70 mila abitanti ma in realtà ne ha meno della metà. Se non si riesce ad incassare i tributi dai 30 mila effettivi abitanti, non si va avanti.

I castelvetranesi non pagano i tributi comunali, sindaco?

I crediti si sono formati sia per ragioni obiettive che per motivi legati al volerle evadere. Io dico infatti che la crisi c’è e che ’abbiamo sentita tutti in città. Tante attività commerciali hanno chiuso i battenti con 700/1000 posti di lavoro in meno che sono tanti in una piccola comunità come la nostra. Poi, naturalmente, ci sono i furbetti . Io credo che il livello dello scontro politico si stia elevando perché con molta chiarezza hanno capito che noi andremo a mettere le mani in tasca a tutti questi furbetti con attività che arriveranno persino ai pignoramenti presso terzi e presso le banche.

La campagna che lei ha in mente di fare, ovvero di esigere questi crediti, non crede che susciterà una reazione da parte di quei cittadini veramente indigenti o come ha detto lei, strattonati dalla crisi?

Quando si attuano procedure per il recupero coattivo dei crediti, due sono gli sbocchi: o si arriva ad un credito inesigibile, che viene certificato, oppure si arriva ad un recupero del credito. Tertium non datur, come dicevano i latini.

Dunque caccia senza pietà?

E’ chiaro che bisogna chiedere per riscuotere ed arrivare fino alle estreme conseguenze per recuperare i crediti. Guardi, le faccio l’ esempio del buon padre di famiglia: se io ho dei figli a casa che hanno fame e vanto tanti crediti fuori, è chiaro che è mio dovere andare a recuperare i soldi in tutti i modi consentiti dalla legge per dare loro da mangiare. E’ un obbligo morale. C’è in atto un’attività di vigilanza sul territorio, specialmente sull’edilizia abusiva che non ha tregua. Qui si continua a costruire abusivamente nonostante ci siano le demolizioni.

A proposito, si continuerà a demolire a Triscina?

Ovviamente continueranno le demolizioni perché è un obbligo che noi dobbiamo portare a termine. Sono manufatti, case, che vanno abbattute perché con sentenze passate in giudicato.

Il costo per la demolizione lo deve sostenere il proprietario dell’immobile abusivo?

Questo è un problema. Sarà veramente difficile andare a recuperare il costo dell’abbattimento ma noi dobbiamo, nonostante tutto, continuare le demolizioni. Dobbiamo farlo perché le sentenze parlano chiaro.

Cosa ne pensa dell’idea che ha avuto il commercialista Filippo Centonze per sanare il dissesto finanziario di Castelvetrano? Venti euro versati da ogni castelvetranese e il dissesto sparisce, è così?

Penso che ogni qual volta venga fatta una proposta propositiva, e questa assolutamente lo è, debba essere accolta benevolmente. È chiaro che le battute sui social sono facili: ma se un castelvetranese non può pagare manco le tasse, come può donare soli extra? La proposta di Centonze vale per chi può. Superata la fase del bilancio, lui propone di istituire un fondo per la raccolta di questi soldi.

E’ dunque una buona idea?

Ci sono persone negli Stati Uniti, originari di Castelvetrano, che hanno voglia di dare una mano alla città nella quale sono nati.

Nostalgie da emigrati?

Sono piccoli passi importanti che ci avvicinano alla meta, all’obiettivo. Una volta costituito il fondo, potrebbero arrivare lì i soldi.

Soldi che attualmente sono pochi, contati. A soffrirne sono i servizi erogati ai cittadini?

I servizi indispensabili, soprattutto quelli che noi eroghiamo alle persone meno fortunate di noi, non possono fermarsi. E noi abbiamo l’obbligo di recuperare i crediti di cui parlavamo prima, anche per loro.

Il reddito pro capite a Castelvetrano qual è?

Adesso non ricordo l’importo, comunque è davvero molto basso. Abbiamo almeno 6/7 mila persone che vivono sotto la soglia della povertà.

Dunque la mafia non porta ricchezza né lavoro?

La mafia è un effetto che devasta l’economia. Laddove la mafia si è impiantata rappresenta un cancro per l’economia. Questa è una cittadina dove tanti imprenditori potrebbero avere interesse a fare degli investimenti. Siamo al centro della Sicilia Occidentale eppure molti imprenditori onesti non sono incentivati ad aprire un’attività per paura della mafia.

La mafia è colpevole anche di allontanare gli imprenditori che potrebbero portare lavoro?

Sì, abbiamo una nomea che spaventa. Eppure abbiamo l’autostrada vicina e siamo posti, geograficamente, bene.

Nell’immaginario collettivo, la parola “Castelvetrano” evoca sensazioni e suggestioni che riportano sempre al fenomeno mafia. E’ irredimibile Castelvetrano, sindaco? Si può ancora recuperare?

Sì, lo credo. Vedo tanta gente di buona volontà, vedo tanti volontari che si danno da fare nel terzo settore, vedo tanta gente per bene in giro e tanta gente di cultura che ci darà una mano per risollevarci. Dobbiamo fare in modo che la città di Castelvetrano perda quella nomea , quel marchio che ha e vorremmo che, man mano, venisse fuori per le cronache soltanto per le bellezze che ha.

Come ci si smarca dal marchio mafia?

Non ci appartiene davvero questo marchio. Castelvetrano ha una Storia millenaria rovinata negli ultimi decenni. Dobbiamo fare in modo che questi decenni restino un ricordo.

Però finchè Matteo Messina Denaro è latitante, è difficile archiviare, no?

Finchè Messina Denaro è latitante non c’è un caso di mafia che non porti a Castelvetrano, questo è vero. Però, alla fine, se si razionalizza il fenomeno, parliamo di 100/200 nominativi identificati mafiosi. Tutto il resto della popolazione è per bene, è fatta da persone colte, da gente che lavora, da persone che si occupano del loro territorio, vere eccellenze. Perché fermarci a parlare solo di un latitante che ha soltanto creato nocumento a questa sua città? Se non fosse stato per la mafia, Castelvetrano sarebbe di gran lunga migliore, dal punto di vista economico, di come è. Avrebbe delle attività già avviate che darebbero lavoro quindi sicuramente avremmo un reddito pro capite superiore.

È innegabile che comunque il suo “famoso concittadino” è presente nelle cronache quasi quotidianamente. Le intercettazioni di Nicosia, esponente dei Radicali Italiani che faceva visita ai carcerati di Trapani, sono da brivido. Messina Denaro è il “primo ministro” e Falcone e Borsellino sono morti in incidenti sul lavoro.

Queste intercettazioni appartengono a gente ignobile e sono riconducibili sempre alle solite persone note, a gente che entra ed esce di galera, non è che coinvolgono altre fasce della popolazione. So di ragazzi adolescenti , appartenenti a famiglie certificate mafiose che vogliono dissociarsi dalla mafia anche aiutati dalle loro madri.

È un messaggio importante, sindaco. Le donne, le madri, che aiutano i loro figli a dissociarsi, a percorrere altre vie.

Sì, so per certo che questo sta avvenendo da persone che si occupano di questi argomenti delicati. Quando le donne cercano di tirare fuori i loro figli da questa calamità, vuol dire che siamo ad un passo dalla sconfitta della mafia. Mi viene in mente il periodo in cui Vittorio Sgarbi fu sindaco di Salemi. La sua idea di istituire un “Museo della mafia, è geniale. Nei Musei si mette il passato, l’archeologia, qualcosa che è scomparsa e che va visitata come reperto antico. Non sempre apprezzo Sgarbi, ma devo dire che la sua idea di considerare la mafia “roba da Museo” dà l’idea del possibile cambiamento.

Qualcosa è cambiato o sta cambiando, sindaco Alfano?

A Castelvetrano, alcune famiglie che appartengono alla mafia stanno cercando di dissociarsi. Non ultimo, una signora che ha come cognome Messina Denaro, lo sta cambiando. La legge glielo consente.

A Castelvetrano, i cinquestelle, nelle scorse elezioni, sia politiche che amministrative, ha ottenuto un risultato più che lusinghiero. Anche questa è voglia di cambiamento, sindaco?

Mi viene in mente l’accusa che ci è stata fatta in Consiglio Comunale anche attraverso dei documenti firmati “Obiettivo Città”. Noi Cinquestelle abbiamo scritto il libro dei sogni per la città.

Ci spieghi meglio, sindaco.

Ci hanno accusati di aver esteso un programma irrealizzabile. Evidentemente, il nostro programma, loro, non lo hanno letto. Inizia proprio così nella parte del bilancio: al primo punto diciamo che ereditiamo un Comune dissestato economicamente e che quindi sarà veramente complicato gestirlo. La gente ha apprezzato la sincerità.

Venite da un commissariamento e prima ancora da uno scioglimento per mafia. Non è di certo facile.

Abbiamo il doppio bollino infatti, sia quello dello scioglimento per mafia che quello per il dissesto finanziario. E’ veramente difficile poterci riprendere. Il percorso è già iniziato però. Vede, per quanto possa essere lontano l’obiettivo, i primi passi li abbiamo già fatti.

Cosa c’è da risanare in questa città? Da dove ripartire e come?

Va risanata innanzitutto dal punto di vista economico. Castelvetrano deve diventare attrattiva per quegli investitori che vedono la città come un punto di riferimento geografico che possa consentire loro buoni affari e buoni servizi in Sicilia Occidentale.

Cosa intende fare la sua amministrazione per promuovere questo cambio di rotta, questa inversione culturale?

Ultimamente è venuta qui Carla Fracci con il marito, il maestro Melegatti. E’ venuta anche un’equipe della FILA. Hanno fatto delle foto nel Parco Archeologico di Selinunte, a Ponte Vecchio e in centro città e quindi il prossimo febbraio, i loro filati, i loro prodotti di moda saranno presentati con fotografie fatte a Castelvetrano.

Il Parco Archeologico di Selinunte dovrebbe essere motore trainante per il turismo. Ci sono dei progetti per renderlo ancora più attraente? Ha nominato come assessore ai Beni Culturali la Donà delle Rose per questo?

Il Parco è centrale per lo sviluppo economico di Castelvetrano. L’avvocato Chiara Donà delle Rose è una persona che si occuperà soprattutto di fare l’ambasciatrice della Cultura che c’è a Castelvetrano.

A parte l’archeologia millenaria, quanta Cultura c’è a Castelvetrano, sindaco?

E’ una cittadina piena di architettura, di Storia. Pochi però la conoscono. Ogni volta che parlo della chiesa di San Domenico che è la nostra Cappella Sistina siciliana, anche persone di cultura a volte mi dicono che non la conoscono e si interessano a vederla. Quindi è questo il ruolo della Donà delle Rose. E’ un’appassionata di arte, di archeologia e quindi è un’interlocutrice importante nei rapporti con il Parco. Una delle sue deleghe è la promozione della città e i rapporti con l’Ente Parco di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria.

E’ così che si posa il fardello mafia? Con la Cultura?

Chi si intende di turismo consiglia di partire dalla nostra Storia. Fare degli eventi e ripeterli nel tempo, farli diventare appuntamenti annuali con o senza il contributo della Regione che questa volta ci ha aiutato.

Avete già fatto qualcosa?

Abbiamo cercato di portare in auge quella che è la tradizionale Processione della Madonna , prima per le strade di Selinunte e poi sul mare, grazie anche ai pescatori che ci hanno dato una grossa mano. Sono degli eventi che noi ripeteremo nel tempo. Quest’anno abbiamo iniziato con il Festival della Sardina. Con come capogruppo Giuffrè, il noto chef, ed insieme ai ristoranti e ai media abbiamo cercato di promuovere uno dei nostri prodotti di eccellenza che è la sardina castelvetranese.

Archeologia, Storia e gastronomia per salvare Castelvetrano?

Vogliamo arrivare ad una destagionalizzazione per le visite in città. Vogliamo fare in modo che le persone che arrivano a Castelvetrano, Selinunte e Triscina, possano rimanere per più giorni. Per vedere i nostri luoghi, per gustare la nostra cucina eccellente, il nostro olio, il nostro pane nero , la nostra sardina, le nostre olive. Dobbiamo essere attrattivi partendo dalle nostre eccellenze che non sono tantissime ma sono delle vere eccellenze sconosciute nel mondo.

Parliamo di infrastrutture. Nel 2015, Area Vasta, propose il progetto di ristrutturazione dell’ex aeroporto militare di Castelvetrano per trasformarlo in avio superficie per aerei di aviazione generale, aerei ultraleggeri e in elisuperficie per un utilizzo polifunzionale. L’anno dopo, la Regione, inserì questo progetto nel Piano Regionale Trasporti. Di questa ristrutturazione si sono perse le tracce? Lei ne sa qualcosa? La sua amministrazione riprenderà il progetto?

Dalle ultime notizie, la proprietà di questo aeroporto è del Demanio ed intende venderlo. Ha anche stabilito il prezzo di vendita.

Quanto?

Due milioni e trecentomila euro. C’è qualche interesse verso questo aeroporto e non so con quali finalità. Si parla di farne un parco enorme per il fotovoltaico in grado di fornire energia elettrica ad un territorio molto vasto. C’è chi vorrebbe riportarlo alla sua funzione, ovvero farne un aeroporto.

A proposito di aeroporto, il suo Comune, Castelvetrano, non è interessato alla sopravvivenza del “Vincenzo Florio”? Non pagate il comarketing…

Siamo equidistanti da Birgi e da Punta Raisi. Io preferisco volare da Palermo andando in aeroporto dalla A29. Il tragitto è tutto autostrada e non conviene fare altri percorsi. Castelvetrano non è comunque in grado di partecipare economicamente. Siamo un Comune in dissesto e la legge ci impone soltanto di attivare servizi essenziali, indispensabili. Stiamo provvedendo a revocare la nostra partecipazione a tutti i gruppi con impegno economico.

Per fare turismo ed essere attraenti, bisogna presentarsi almeno con una città pulita, senza spazzatura accatastata negli angoli e disseminata ovunque. Sindaco, lei ha parlato di raccolta differenziata e di sanzioni severe per chi transige. Come sta andando la raccolta a Castelvetrano?

Da pochissimi giorni è partita una nuova ATI che fa il servizio raccolta e come sempre capita nella fase di Start Up, non tutto sta avvenendo nella maniera migliore. Credo che saremo a regime allorquando distribuiremo i contenitori che avranno un codice identificativo riconducibile all’utente.

Ma chi non paga la Tari perché non ha i soldi o perché è un furbetto, crede che verrà ritirare i contenitori autodenunciandosi?

I contenitori saranno distribuiti a tutti.

Anche a chi non paga?

Certo, solo così potremo evitare che la spazzatura sia abbandonata per strada o gettata dal finestrino. Non credo sia un modo per recuperare i crediti. Per tornare a quanto detto prima sul recupero dei soldi, se si accerta che un credito è inesigibile ne prenderemo atto ma se si accerta che è possibile recuperarlo si fa tutto per riscuoterlo. La strada per recuperare i crediti è un’altra. Noi abbiamo a cuore la città pulita, non usare i mastelli per individuare i morosi.

E’ previsto un servizio porta a porta?

Sì. Da quel momento, grazie alla raccolta minuziosa e alla collaborazione dei cittadini, dovremmo avere buoni risultati

Crede che basterà, sindaco?

A questo aggiungiamo anche la severità nei controlli da parte dell’amministrazione. Questo consentirà livelli alti di percentuale.

Tiziana Sferruggia

(la seconda parte dell’intervista verrà pubblicata domani)

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