Il Tribunale di Trapani al Comune: “Non discrimini figli di coppie dello stesso sesso”

In Apertura, Trapani

Alla fine è il Tribunale di Trapani a decidere per tutti: la coppia omosessuale trapanese cui era stato negato il diritto alla genitorialità dei due bambini adottati in America ha incassato un’importante affermazione, che potrà costituire un precedente nel delicato campo dei diritti civili.

“Non riconoscere a XXX e XXX lo status di figli di XXX determinerebbe una ingiustificata ed intollerabile discriminazione a danno dei minori rispetto ad altri minori nati da coppie di sesso diverso e mediante tecniche di procreazione consentite nel nostro Paese”, scrive il Tribunale di Trapani, riconoscendo a Leonardo Palazzolo e Francesco Colonna la legittimità della loro battaglia. I due, sposati nel 2013 a New York, sono diventati genitori tramite la procedura di GPA (letteralmente, “gravidanza per altri”) di due gemelli nati a Los Angeles poco meno di due anni fa. Al Comune di Trapani, però, finora non è stata riconosciuta l’annotazione del secondo padre nel registro dello Stato Civile. Da qui una mobilitazione, promossa dall’associazione Punto Dritto, che ha raccolto oltre duemila adesioni di politici, artisti e semplici cittadini, che hanno invitato il sindaco Giacomo Tranchida a superare le difficoltà emerse (e il vuoto legislativo esistente in Italia sull’argomento) per firmare il riconoscimento anche del secondo papà dei gemelli.

“La decisione del Tribunale di Trapani ci riempie di gioia per Leo e Francesco – scrive l’associazione Punto Dritto -. Tuttavia, lo avevamo detto e lo ribadiamo nuovamente, quando la politica demanda le proprie scelte ad un Tribunale ne esce pesantemente sconfitta e per questa amministrazione è una doppia sconfitta essendo guidata da un Democratico che ha deciso di non fare una scelta politica sui diritti, una scelta naturale per qualsiasi iscritto al Partito Democratico. Bisogna ringraziare gli oltre 2000 cittadini e cittadine che hanno sostenuto la campagna #giacomometticiunafirma, i parlamentari nazionali e regionali che hanno aderito e quanti hanno aperto un dibattito sano a Trapani, dimostrando che i cittadini sono più sensibili e maturi della politica. Avremmo voluto festeggiare la firma del Sindaco di Trapani, avremmo immaginato una giornata insieme all’amministrazione dedicata alle famiglie e ai loro diritti, ci limitiamo invece a prendere atto che “Giacomo ci metterà una firma” per imposizione del Tribunale. La speranza è che l’amministrazione comunale tragga le dovute conclusioni e che tutto questo sia servito per le famiglie che verranno, che ci auguriamo non siano più costrette a rivolgersi al Tribunale per vedere riconosciuti i loro diritti”.

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