Il Vescovo Mogavero a Marsala: “Far crescere la coscienza ecclesiale”

In Marsala, Religione

“Uscire dal cliché della Pastorale ordinaria e investire in una Pastorale profetica che non abbia paura di gridare agli uomini del nostro tempo che il Vangelo è un Vangelo scomodo e che le sfide di questo nostro tempo sono quelle dell’autenticità della nostra fede”. Lo ha detto monsignor Domenico Mogavero, Vescovo di Mazara del Vallo, a conclusione del Convegno diocesano che si è tenuto nel fine settimana presso l’hotel President di Marsala sul tema “La Chiesa, comunità in discernimento”.

Il Convegno si è proposto il triplice obiettivo di favorire la riflessione sulle dinamiche comunitarie che sono alla base di un’autentica esperienza ecclesiale di discernimento sia da un punto di vista biblico che teologico-pastorale, attraverso il confronto favorire la discussione su alcuni temi pastorali del Piano pastorale diocesano e dell’ultimo Sinodo dei giovani, far crescere la coscienza ecclesiale nell’importanza degli organismi di partecipazione per “camminare insieme nella luce dello Spirito”. A relazionare sono stati don Marco Renda, l’Arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice sul tema “La sinodalità dimensione costitutiva della Chiesa”. Su “Gli organismi ecclesiali della sinodalità: luci e ombre” ha relazionato, invece, monsignor Paolo Urso, Vescovo emerito di Ragusa.

L’Assemblea diocesana di Mazara del Vallo, al termine del Convegno diocesano che si è svolto a Marsala insieme al Vescovo monsignor Domenico Mogavero, si è interrogata anche su quello che sta accadendo nel nostro Paese riguardo ai diritti umani. “La violazione di questi viene favorita da recenti provvedimenti legislativi che, mentre proclamano di provvedere alla sicurezza degli italiani, la mettono a rischio, compromettendo al contempo il patrimonio di valori condivisi che costituiscono la vera ricchezza della nostra convivenza civile, della nostra cultura e della nostra storia” hanno ribadito nella mozione approvata per acclamazione. “Noi cristiani riconosciamo in ogni uomo il volto di Cristo, in modo particolare in coloro che vivono situazioni di povertà, di persecuzione, di guerra, di fame, di rischi da cui intendono fuggire – c’è scritto ancora nel documento -. Non possiamo, pertanto, chiudere gli occhi e voltare le spalle a questi nostri fratelli – è ribadito nel testo – mentre ci sentiamo ripetere dal Signore: “Tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me””. 

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