La deputata Piera Aiello indagata per falso in atto pubblico dalla Procura di Sciacca

In Apertura, Politica
Piera Aiello (foto Enrico Alagna)

Piove inattesa sul Movimento 5 Stelle una tegola giudiziaria che riguarda la deputata Piera Aiello, nel bel mezzo della campagna elettorale per le amministrative (domenica 12 i ballottaggi a Mazara e Castelvetrano) e le Europee del 26 maggio. La testimone di giustizia, eletta lo scorso 4 marzo alla Camera dei Deputati nel collegio di Marsala, è infatti indagata per “falso in atto pubblico”. I fatti contestati dalla Procura di Sciacca riguardano proprio la candidatura della Aiello alle politiche del 2018. Il nome della testimone di giustizia, originaria di Partanna e cognata della compianta Rita Atria, non compare infatti nei registri dell’anagrafe comunale alla luce di quanto previsto dal programma di protezione, che aveva dato una nuova identità alla Aiello, a tutela della propria persona, dopo le rivelazioni sulla mafia della sua città. Al vaglio dei magistrati saccensi presunte forzature operate per consentire alla rappresentante pentastellata di candidarsi con il proprio nome. Dopo aver sentito la parlamentare pentastellata e acquisto la necessaria documentazione dall’Ufficio Anagrafe di Partanna, la Procura di Sciacca ha chiesto l’archiviazione. Si attende adesso la decisione del gip.

Contatta dalla nostra redazione, la Aiello dichiara di non voler rilasciare dichiarazioni, rimandandoci a un post della sua pagina facebook, in cui rende pubblica una lettera di un altro testimone di giustizia, che si firma Giuseppe. L’autore della missiva prende le difese della Aiello scrivendo: “Poiché il programma di protezione e il cambiamento delle generalità è materia giuridica complessa e del tutto sconosciuta ai più ritengo opportuno chiarire taluni aspetti: L’istituto del cambio di generalità di coloro che sono sottoposti al programma speciale di protezione è un atto con classifica di segretezza e “costituisce il massimo beneficio tutorio, in quanto comporta la creazione di una nuova posizione anagrafica nei registri dello stato civile ed è adottato solo in casi eccezionali, quando ogni altra misura di protezione risulti inadeguata a tutelare la vita del testimone di giustizia e dei suoi familiari. In diritto il cambiamento delle generalità non cancella il diritto costituzionale ad esercitare la capacità giuridica intesa come elettorato attivo e passivo”.

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