La differenziata e il nostro pesce d’aprile

In Apertura, Punto Itaca
1 Aprile

“Marsala dice addio alla raccolta differenziata: si torna ai vecchi cassonetti”. Titolava così, ieri mattina, il nostro giornale on line. Una notizia che sarebbe suonata a dir poco clamorosa in qualsiasi altra giornata dell’anno. Ma il 1° aprile è consentito un po’ tutto, anche giocare con l’informazione e inventarsi uno scoop evidentemente paradossale, immaginando una sorta di realtà distopica in cui qualsiasi scenario apocalittico potrebbe realizzarsi. Non siamo certamente i primi a sperimentarci in attività di questo genere: indimenticabile, a riguardo, la radiocronaca di un immaginario sbarco degli alieni sulla Terra con cui nel 1938 un giovanissimo Orson Welles scatenò il panico tra la popolazione americana tramite le frequenze della Cbs.

Come nasce un “pesce d’aprile”? Per noi che siamo una testata legata al territorio è inevitabile pensare a una platea ben definita e a quelle che durante l’anno possono essere le questioni più sentite dalla comunità. In passato ne abbiamo dedicati un paio alle sorti dell’aeroporto “Vincenzo Florio” di Birgi. Stavolta si è pensato di prendere di petto il tema dei rifiuti, immaginando la sospensione della raccolta “porta a porta” e il ritorno ai cassonetti metallici, accantonati da una decina d’anni. Ogni pesce d’aprile che si rispetti deve puntare su un titolo a effetto e su una costruzione del testo che inizialmente appaia verosimile, per poi proporre un crescendo di paradossi che, riga dopo riga, contribuiscono a svelare la vera natura dell’articolo.

Gran parte dei nostri lettori ha subito associato la notizia alla data in cui è stata pubblicata e si è fatta una gran risata, contribuendo alla diffusione e alla condivisione del “pesce” e al suo successo. Altri, una sparuta minoranza per la verità, hanno colto l’occasione per insultarci (“Giornalisti asineddri”, “Non ci trovo niente da ridere, un pesce d’aprile così neanche i bambini lo fanno”, “A Marsala ci sono giornalisti da premio Pulitzer…”) o, dall’alto di chissà quale competenza giuridica, hanno definito la nostra iniziativa come “un’azione legalmente perseguibile”.

Particolarmente interessanti le reazioni di chi ha preso per buono l’articolo, probabilmente per essersi soffermato solo sul testo e le prime righe. “Meno male”, “Finalmente!”, hanno esultato i detrattori del nuovo sistema di raccolta, convinti davvero di poter tornare a mischiare carta, plastica, organico, vetro, secco residuo, medicine scadute o pile esauste. “Si ritorna al caos, hanno vinto i fitusi, “Grande sconfitta della civiltà”, hanno commentato i sostenitori della differenziata, che a un certo punto sono apparsi maggioritari, a testimonianza del fatto che la comunità non è poi così ostile a questo sistema come si crede e vorrebbe comunque vedere una città più pulita e vicina agli standard europei.

Terminato questo innocente divertissement, torniamo ad occuparci di quello che riteniamo di saper fare meglio: raccontare il territorio e i suoi protagonisti, cercando di assolvere al servizio che i lettori si attendono da noi con la professionalità che ci viene riconosciuta e che ci porta anche a contrastare il dilagare di fake news e narrazioni distorte che inquinano il dibattito pubblico e alimentano convinzioni errate nell’opinione pubblica.

Continueremo a perseguire, com’è giusto che sia, la ricerca della verità e del pubblico interesse per i prossimi 364 giorni. Per il “pesce”, l’appuntamento è rimandato al 1 aprile del 2020.

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