L’associazione Palma Vitae chiude le attività a Castelvetrano. “Adesso lo faccia l’amministrazione un centro d’ascolto gratuito”

In Castelvetrano
Giusy Agueli

Triste epilogo nella vicenda che ha visto protagonista a Castelvetrano l’associazione Palma Vitae, attiva nel campo del contrasto alla violenza di genere. Dopo l’intervista alla presidente Giusy Agueli, pubblicata sulla nostra testata, sembrava che potesse aprirsi uno spiraglio per la prosecuzione dell’attività portata avanti in questi anni. Ma la nota inviata alla stampa dall’associazione chiarisce che ormai l’esperienza è da ritenere conclusa.

“In riferimento alle ultime dichiarazione del sindaco Enzo Alfano sui locali ex Eca, l’associazione Palma Vitae, visto l’atteggiamento assunto dall’Amministrazione Comunale, comunica che chiuderà le attività a Castelvetrano, con profondo rammarico e consapevoli del lavoro svolto a beneficio delle fasce più deboli della nostra amata città. Valuti il Sindaco il costo in termini di tempo ed economico che le socie hanno sostenuto, non per mera vanità ma per dare sostegno e possibilità di emancipazione a donne in difficoltà e vittime di violenza. Lo faccia da domani la pubblica Amministrazione lo sportello d’ascolto gratuito con professionisti formati sulla violenza di genere, la faccia l’Amministrazione la reperibilità h24, perché se una donna scappa dal marito violento alle 3 di notte non può certo aspettare gli orari d’ufficio, organizzi ogni mese incontri di sensibilizzazione con ospiti di caratura nazionale (l’iconologo Rodolfo Papa, il medico chirurgo Paolo Veronesi, l’avvocato Antonio La Scala), faccia il laboratorio teatrale o il laboratorio di cucito, naturalmente tutto a carico dell’associazione. Veda il Sindaco quanto gli costerebbe tutto questo in termini economici. Ridurre il tutto ad un mero discorso di bollette, di cui nemmeno la Commissione Prefettizia ha fatto alcun rilievo, considerata l’inesistenza delle stesse, (non esiste alcuna bolletta intestata all’associazione), e additare l’associazione di utilizzo di spazi impropri perché ha utilizzato gli armadi per conservare delle stoffe o di danneggiare irrimediabilmente un tavolo che, come constatato successivamente dalla stessa Amministrazione risulta perfettamente integro, risulta essere solo un miserevole calcolo economico e tutto il resto un pretesto per allontanare l’associazione da quella sede. Siamo dispiaciuti per questo epilogo, che avremmo voluto evitare in tutti i modi ma per il quale non ci è stata data altra scelta”.

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