Montante condannato a 14 anni. Per l’accusa: “messa in atto una rete di spionaggio”

redazione

Montante condannato a 14 anni. Per l’accusa: “messa in atto una rete di spionaggio”

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sabato 11 Maggio 2019 - 12:00
I pm hanno condannato Antonello Montante, ex Presidente di Sicindustria Sicilia, a 14 anni. Montante è accusato di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e rivelazione di notizie riservate ed era stato già arrestato nel maggio dell’anno scorso. Pena scontata di un terzo perché l’imprenditore, oggi ai domiciliari, ha chiesto il rito abbreviato. “Le intercettazioni ribadiscono la fondatezza dell’impianto accusatorio”, ha detto il procuratore capo Amedeo Bertone, dopo quattro giorni di requisitoria.Ci sono volute oltre due ore di camera di consiglio prima che il gup Graziella Luparello emettesse la sentenza letta davanti al procuratore capo Bertone, all’aggiunto Gabriele Paci e ai pm Stefano Luciano e Maurizio Bonaccorso, che avevano chiesto 10 anni e 6 mesi per l’ex leader degli industriali siciliani. Non era invece presente in aula Montante. 

Secondo l’accusa colui che si è sempre dichiarato un paladino dell’antimafia avrebbe cercato di ottenere notizie riservate sui profili di alcune persone di suo interesse, creando così una sorta di rete di spionaggio che – secondo l’accusa – gli avrebbe garantito informazioni riservate in cambio di favori. Anni prima del suo arresto l’ex numero uno degli industriali siciliani era stato indagato perché considerato in contatto con alcuni boss nisseni.

In media sarebbero stati effettuati nove accessi abusivi ogni tre mesi per un arco di 7 anni per cercare informazioni anche su alcuni collaboratori di giustizia, sull’ex presidente dell’Irsap Alfonso Cicero, parte offesa e parte civile, e il magistrato ed ex assessore regionale Nicolò Marino. Per la vicenda che ha coinvolto Montante, oltre alla parte celebrata in abbreviato, c’è un secondo procedimento con rito ordinario che vede imputati anche Renato Schifani (ex presidente del Senato), Arturo Esposito (ex capo dell’Aisi), Giuseppe D’Agata (ex capo centro della Dia di Caltanissetta) e il tributarista Angelo Cuva.

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