Nuccio: “Indecisione del sindaco funzionale al progetto della peggiore destra”

In Apertura, Marsala
Daniele Nuccio

Come abbiamo raccontato, nei giorni scorsi sono tornate a riunirsi le forze politiche del centro destra, che nello studio dell’avvocato Stefano Pellegrino si sono confrontate sulla possibilità di allestire una coalizione per le prossime amministrative. Su tale scenario, interviene il consigliere comunale Daniele Nuccio, che invece sta lavorando per una coalizione che mira ad unire le forze che a livello nazionale sostengono il governo Conte e i movimenti civici. “Come si può convocare una riunione finalizzata a mettere attorno ad un tavolo tutto ed il contrario di tutto? Come si può dare credibilità a forze reazionarie e pericolose quali dal mio punto di vista sono sia la Lega quanto “Fratelli d’Italia”?! Quanto cinismo c’è e quanto poco rispetto per gli interessi di un’intera comunità, per tentare di costruire un cartello elettorale con fascisti e razzisti? La storia della Città di Marsala non merita questo. Personalmente non trovo scandaloso tentare la costruzione di un fronte largo, discontinuo con l’amministrazione uscente (dico queste cose da anni d’altronde) che metta al centro la progettualità, il rinnovamento politico anche in termini di figure in grado di incarnare questo importante processo politico. In grado di emancipare la nostra comunità dagli interessi di bottega e dalla volontà di colonizzazione politica sempre cara a certi notabili. Dalla capacità di rimettere al centro dell’agenda politica la questione morale quanto quella giovanile”.

“La tattica del non decidere” se ricandidarsi o meno da parte del sindaco Di Girolamo sta risultando – afferma il consigliere eletto con Cambiamo Marsala – “perfettamente funzionale al progetto della peggiore destra alla quale rischiamo di affidare la Città se non saremo in grado di superare certi personalismi, promuovendo anche l’unità di un centro-sinistra che forte dei propri valori vuole per una volta dimostrarsi maturo e pronto a dare spazio ad una nuova classe dirigente, mediante un progetto “a trazione civica”. […] Tutto questo non sarà possibile se quella che un tempo si chiamava “società civile” non capirà che è il momento del coraggio e della responsabilità. Perché oltre la strategia bisogna lavorare sui contenuti. Tutto il resto è accattonaggio politico e l’onorevole Lo Curto, che dell’incontro sopra citato sembra essere stata ispiratrice, inconsapevolmente ci dà la dimostrazione plastica di cosa la Città dovrebbe evitare”.

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