Operazione Scrigno, le reazione della politica, del mondo sindacale e delle associazioni

In Antimafia, Apertura, Provincia
Diversi i commenti sull’inchiesta della Dda di Palermo che ha portato all’arresto di 25 persone e dell’onorevole Paolo Ruggirello, ex deputato regionale.
“L’operazione Scrigno fa emergere, ancora una volta, le collussioni tra mafia, politica e imprenditoria e scardina quello che in  provincia di Trapani è un sistema che, in parte, si articola tra infiltrazioni mafiose,  illegalità diffusa e interessi illeciti”. 
A dichiararlo è il segretario generale della Cgil di Trapani Filippo Cutrona a poche ore dal maxiblitz.
“La provincia di Trapani – dice Cutrona  – è intrappolata in una fitta rete di interessi mafiosi che frenano lo sviluppo e un’economia sana e libera dai condizionamenti. La lotta alla mafia, che vede costantemente in azione le forze dell’ordine e la magistratura, deve essere un impegno condiviso da tutta la collettività attraverso la presa di distanza da ciò che è illegale. Solamente così il territorio potrà ottenere la crescita sociale, economica, occupazionale e culturale”.

Anche il sindaco di Petrosino Gaspare Giacalone, è intervenuto a seguito dell’operazione Scrigno ““Esprimo apprezzamento per il lavoro svolto dalle forze dell’ordine e dalla magistratura per l’operazione Scrigno, che ha portato all’arresto stamane di Paolo Ruggirello e di altri politici locali per voto di scambio e associazione mafiosa. La scorsa settimana un’altra vicenda di voto di scambio e mafia che riguardava altri politici locali. E quella precedente ancora arresti per corruzione e appalti. Emerge un quadro inquietante di un sistema politico locale fortemente inquinato e radicato. Fatto di silenzi, complicità e compiacenze. C’è da chiedersi come si sentiranno coloro che si sono fatti sostenere ed eleggere da tutta questa gente, quelli che li hanno accolti nei loro partiti, nei loro comitati elettorali e nelle loro amministrazioni. Facile aspettarsi che se ne staranno zitti e muti, come ogni volta del resto. Mentre chi non si è mai allineato a questo sistema ne subisce ogni giorno la ferocia e la spietatezza. I cittadini devono avere memoria e rendersi conto che non può essere solo la magistratura a fare pulizia. Questo sistema si distrugge combattendolo a ogni livello. Ma soprattutto negli appuntamenti elettorali e dentro i partiti”.

“Un successo delle forze dell’ordine e della magistratura nel contrasto di ogni forma di illegalità, che rappresenta un’esigenza collettiva del mondo del lavoro di tutto il territorio della provincia di Trapani”.

Lo afferma il segretario generale della Uil Trapani Eugenio Tumbarello in relazione all’operazione antimafia dei Carabinieri denominata “Scrigno”.

La Uil di Trapani – aggiunge -, in perfetta sintonia con la Confederazione, continua a svolgere il proprio lavoro contro ogni forma di mafia, rimanendo sempre dalla parte della legalità e impegnati per lo sviluppo del territorio”.

Enzo Guidotto, presidente dell’ “Associazione Antiracket ed Antiusura” di Trapani afferma: “Il più vivo compiacimento per l’operazione ‘Scrigno’, il miglior plauso ai Magistrati ed alle Forze dell’Ordine che l’hanno diretta ed attuata ed il peggiore biasimo per gli arrestati, soprattutto per i politici. Stando a dichiarazioni di fonte ufficiale c’è stato persino chi ha chiesto espressamente voti ad un esponente di vertice dell’organizzazione mafiosa e dopo l’elezione ha tenuto a ringraziarlo personalmente. Data la gravità degli addebiti auspico condanne adeguate alla luce di una concezione che ho sempre condiviso: quella del Presidente della Repubblica, già Magistrato, Oscar Luigi Scalfaro. «Se un politico è responsabile come un mafioso – dichiarò più di una volta – un Magistrato serio deve dare al politico una pena maggiore. Perchè a responsabilità maggiori devono corrispondere pene maggiori”. 

“La provincia di Trapani – sottolinea il deputato alcamese Antonio Lombardo – si conferma purtroppo una zona dove la presenza di Cosa nostra all’interno delle istituzioni è molto forte e compromette lo sviluppo di questo territorio. Ringrazio la magistratura e le forze dell’ordine per l’enorme lavoro svolto, adesso occorre uno sforzo ulteriore anche da parte dei partiti politici per inserire all’interno delle istituzioni gente onesta e lontana da episodi o fatti inquietanti. Il Movimento 5 Stelle questo lo fa da sempre: che le altre forze politiche prendano esempio da noi”.

Duro anche il parlamentare di Sinistra Italiana – LeU, Erasmo Palazzotto. “L’arresto dell’ex consigliere regionale Paolo Ruggirello non può essere derubricato ad un incidente di percorso. La politica non può continuare a fare finta di non vedere quanto la produzione del consenso legata a pratiche clientelari apra varchi inquietanti per la criminalità organizzata. Solo oggi ci si accorge di chi sia Paolo Ruggirello? A Trapani tutti sapevano che il suo consenso elettorale era basato su prassi che, seppure non rilevanti dal punto di vista penale, dovevano essere considerate moralmente incompatibili con la politica. Non si tratta di anticipare il lavoro della magistratura, ma del dovere dei partiti di garantire un’etica dei comportamenti senza la quale la politica diventa altra cosa, prosegue Palazzotto. Quanti potenziali Ruggirello ci sono ancora nel PD siciliano? Quanto il trasformismo degli ultimi anni ha cambiato quel partito? Quanti uomini della stagione “cuffariana” ne sono oggi dirigenti? Per quel che mi riguarda ho più volte denunciato queste terribili ambiguità e se in questi anni non siamo riusciti a costruire una alleanza di governo in Sicilia è proprio per la grande questione morale che attraversa tutta la politica siciliana ed in particolare il Partito Democratico. Se Zingaretti vuole davvero accettare la sfida di ricostruire il PD è da qui che deve partire, da una diversa modalità di selezionare la propria classe dirigente per restituire credibilità al suo partito ed alla politica, conclude Palazzotto”.

Per il presidente della Commissione regionale antimafia Claudio Fava, l’operazione “Scrigno” fa emergere un quadro inquietante: “nel rapporto tra mafia e politica siamo davanti ad un salto di qualità, non più la subalternità alle cosche ma una compartecipazione alle attività criminali”. “Quello descritto dagli investigatori – aggiunge Fava – è un sistema che ha inquinato la vita democratica, sociale  ed economica della provincia di Trapani ed oltre. La politica adesso deve avere il coraggio di rimettere la questione morale al centro della propria agenda senza aspettare l’azione della magistratura. Su questo si gioca buona parte del futuro di quest’isola perchè sono questi i veri costi inquinanti della politica”.

 

 

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