Cambiano i direttori dei parchi archeologici siciliani: Enrico Caruso a Marsala, Rossella Giglio confermata a Segesta

In Apertura, Archeologia, Beni Culturali, Marsala, Pantelleria, Regione
Baglio Anselmi
 Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha firmato questa mattina i decreti di nomina dei nuovi direttori dei Parchi archeologici regionali.

Nello specifico in provincia di Trapani a Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria va Bernardo Agrò che proviene dall’unità operativa per i Beni storico-artistici della Soprintendenza di Agrigento; al Parco archeologico Lilibeo di  Marsala: Enrico Caruso che fino ad oggi ha diretto il Parco di Selinunte; a Segesta rimane confermata Rossella Giglio.
Sulla massiccia rotazione di incarichi che ha riguardato tutta l’Isola è intervenuto il governatore della Sicilia.

Intendo imprimere – aggiunge il presidente della Regione Musumeci – una svolta con risorse straordinarie, oltre a quelle che affluiranno sui territori dagli introiti dei Parchi, sia nelle aree archeologiche più note che nei siti minori ancora non sufficientemente valorizzati o addirittura sconosciuti. L’impegno del governo sarà quello di assicurare una efficace gestione ordinaria che deve assicurare un elevato standard di servizi: strade di accesso, manutenzioni, segnaletica, servizi igienici e vigilanza. Parimenti, lo sforzo dovrà riguardare anche la fruizione dei siti con il potenziamento e l’estensione in tutti i Parchi dei servizi aggiuntivi con nuovi bookshop, biglietterie online, guide multimediali e sistemi di musealizzazione all’avanguardia. Sarà una progressiva rivoluzione nella conduzione del nostro patrimonio culturale, che nel 2018 ha registrato un trend positivo di visite, dato confermato in questi primi mesi del 2019”.

Alle parole di Musumeci e ai suoi provvedimenti ha fatto seguito una nota del sindacato Cobas-Codir

“Non ci si può fermare – ha commentato Michele D’Amico del Cobas/Codir – alla semplice riorganizzazione amministrativa degli uffici, il Governo Regionale deve necessariamente passare immediatamente alla fase più importante che è quella di corredare il sistema dei beni culturali siciliani dalle reali esigenze in termini di personale, indispensabile passaggio per farlo funzionare.

Il Governo Regionale non si limiti a fare il compitino scritto e ad approvare con propria delibera il piano triennale dei fabbisogni del personale 2018-2020 predisposto dal Dipartimento regionale della Funzione Pubblica che ha previsto un fabbisogno, per il dipartimento beni culturali, di 1977 unità ma, avvii un rapido duplice piano di riqualificazione del personale e bandisca concorsi per permettere alla macchina dei beni culturali di non arrestarsi da qui a breve. Lo faccia per il bene della Sicilia e dare una possibilità di lavoro ai tanti giovani siciliani.

Le maggiori carenze di personale si concentrano, come tra l’altro desumibile dalla delibera governativa che ha approvato i fabbisogni triennale dell’Amministrazione Regionale, tra Istruttori Direttivi (categoria C) e in particolare nel settore della vigilanza e della tutela, personale necessario nella gestione dell’apertura al pubblico dei siti e tra i Funzionari Direttivi (categoria D) e di quegli Istruttori Direttivi (categoria C), che costituiscono la struttura portante della redazione di atti amministrativi sostanziali per tutta la gestione del settore che le leggi vigenti e il codice dei beni culturali attribuiscono unicamente alla Regione Siciliana”.

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