Così volete la parità?

In Apertura, Ka...link...ka

Abbiamo perso il buon senso. E anche le mezze misure. Ma questo non è più un segreto. Oggi quando si toccano certi argomenti, bisogna prestare attenziona a cose dire, a cosa scrivere, perchè la platea dei “lettori da titolo” si è ampliata, ed è sempre più crudele. La sfera del giornalismo oggi è altresì preoccupante, perchè cerca di catturare click se i giornali non si vendono più, cavalcando quell’inesorabile onda impietosa di commenti. Il titolo di Libero Quotidiano giorni fa, evidenziava come Carola Rackete fosse entrata in Procura (in merito al ricorso dopo il suo arresto) senza… reggiseno.

Libero non è nuovo a titoli provocatori, anche misogini e talvolta non proprio a favore della libertà sessuale di un individuo. Questa volta l’obiettivo è stata la giovane e coraggiosa comandante della Sea Watch che appena uscita dal colloquio con i pm, ha parlato ai microfoni della stampa per rilasciare alcune dichiarazioni. Come si sa, nei luoghi in cui si svolge la giustizia – così come in chiesa o a scuola o in altri uffici pubblici – bisogna vestirsi in maniera decorosa. Proprio l’altro giorno, un giudice, durante una causa di divorzio, ha pregato il marito (ormai ex) di uscire dall’Aula e tornare rivestito. L’uomo infatti si era presentato in bermuda e infradito. Non è il caso della Rackete che al massimo era trascurata, dopo un viaggio in auto dalla Germania probabilmente saremmo tutti un po’ provati. Forse poteva presentarsi meno scialba, chissà.

Ma osservare quel particolare della mancanza di reggiseno e farne demagogia, è davvero usare malizia. Il particolare peraltro non è volgare, non c’è nessuna posa, nessun gesto ammiccante, nulla di nulla. Da qui nasce, però, l’iniziativa di Nicoletta Nobile e Giulia Trivero che invitano le donne sabato 27 luglio, ad uscire di casa senza reggiseno per “rivendicare il diritto a vestirsi come vogliono” e in tutti i luoghi, anche in ufficio. Una provocazione, chiaro. Di cui però noi donne non abbiamo bisogno. La parità si manifesta non in un capo intimo che manca, in una minigonna o in un capello corto… la parità si raggiunge nel momento in cui una donna e un uomo hanno gli stessi diritti salariali, di carriera professionale, scolastica. E in ufficio, in Tribunale, a scuola, sia donne che uomini devono vestirsi in maniera decente per dare il buon esempio, perchè è buona pratica, un degno biglietto da visita.

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