Pd di Marsala da un anno senza guida. Ma c’è chi prova a riorganizzare il partito

In Apertura, Marsala
Bandiera Pd

Prova a riorganizzarsi il Pd di Marsala. Reduci da un anno complicato, segnato dalle dimissioni della segretaria Antonella Milazzo, dalla breve gestione commissariale di Domenico Venuti, di fatto i democratici lilybetani si ritrovano dalla scorsa estate senza una guida. C’è il nodo della segreteria regionale di Davide Faraone ancora da sciogliere, a fronte di una linea che, a livello nazionale, ha visto Nicola Zingaretti vincere le primarie promettendo quell’autodeterminazione dei territori che, soprattutto al Sud, spesso è mancata. Di tanto in tanto, il circolo di via Frisella è stato riaperto, ma un confronto sul futuro del Pd in città mancava da tempo. Così, l’ala storicamente più distante dalla leadership provinciale di Baldo Gucciardi (rappresentata da Gaspare Galfano e Giuliana Zerilli) si è fatta promotrice di una riunione a cui hanno partecipato una trentina di simpatizzanti del partito (non si può parlare di iscritti, perché il tesseramento è fermo da anni), l’assessore Anna Maria Angileri e le consigliere comunali Linda Licari e Luana Alagna. Si è parlato, naturalmente, di ricostruire un’alternativa forte, a partire dai territori, alla “deriva sovranista” che ha visto alle ultime elezioni Europee la Lega di Matteo Salvini risultare il primo partito in Italia, peraltro in fortissima crescita anche al Sud. Ne è scaturito, come si evince dalla nota inviata agli organi di stampa, “un appassionato confronto che ha visto diversi interventi incentrati principalmente sulla necessità di ridare un corpo e un’anima al Partito Democratico marsalese”.

A un anno dal voto per le amministrative, si comincia inevitabilmente a pensare al progetto da costruire per la città. Al di là di un’eventuale ricandidatura di Alberto Di Girolamo è emersa l’idea di evitare che il prossimo candidato sindaco per Marsala possa essere scelto a Palermo, come le recenti prese di posizione del deputato regionale Gucciardi lascerebbero pensare. In questo senso, un primo stop era già arrivato attraverso la nota sottoscritta dai consiglieri comunali Alagna, Ferreri, Licari e Meo. Allo stato attuale, è stata sottolineata “la necessità di aprire più tavoli di confronto con le realtà sociali e culturali, le organizzazioni di massa, gli organismi intermedi, le associazioni del territorio e i partiti del centro-sinistra per elaborare una proposta politica che risponda alle attuali necessità dei cittadini e che rappresenti la base di partenza per ragionare sulla prossime scadenze”. Da più parti, comunque, è arrivato un appello alla coesione e all’aggregazione. In mancanza di un federatore, capace di unire le varie anime e accantonare rancori e veti incrociati, sembra proprio questa la sfida più complicata per una coalizione progressista che non vuole lasciare alla destra la guida della città.

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