Perquisita la nave Vos Hestia di Save the Children. Prosegue l’indagine della Procura di Trapani

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Vos Hestia Save the children

Su disposizione della Procura della Repubblica presso il tribunale di Trapani, gli investigatori del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, della Squadra Mobile di Trapani e del Nucleo Speciale d’intervento del Comando generale della Guardia Costiera, presso il porto di Catania, stanno dando esecuzione ad un Decreto  – a firma del sostituto procuratore della Repubblica Andrea Tarondo – di perquisizione del personale e dei locali all’interno della nave Vos Hestia, utilizzata dalla Ong Save the Children per le operazioni di recupero di migranti tra il Nordafrica e la Sicilia.

Per gli inquirenti ci sarebbe motivo fondato di credere che a bordo dell’imbarcazione (di proprietà della società Vroon)  possano trovarsi documenti, contatti e materiale informatico inerenti al reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Potrebbero infatti essere presenti pc e cellulari, ma anche materiale video o audio con all’interno dati relativi alle notizie di partenze dalle coste libiche di imbarcazioni con a bordo i migranti, nonché tracce di contatti con i cosiddetti scafisti.

Verso la fine di settembre era trapelata la notizia di una indagine a carico del comandante della Vos Hestia Marco Amato, sempre nell’ambito dell’inchiesta sul favoreggiamento dell’immigrazione clandestina che lo scorso agosto portò al sequestro della nave Iuventa della Ong tedesca Jugend Rettet. Amato aveva anche subìto una perquisizione personale ma, secondo i pm trapanesi, non avrebbe consegnato alcuni documenti utili alle indagini.

L’inchiesta, scaturita da alcune dichiarazioni di agenti sotto copertura a bordo delle navi delle Ong, aveva ipotizzato contatti fra i soccorritori e gli scafisti. E un sistema “più organizzato” di soccorso in mare, che di fatto condurrebbe al reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

“O indagate tutti, oppure nessuno” aveva dichiarato in conferenza stampa Leonardo Marino, legale della ONG tedesca Jugend Rettet. “A coordinare le operazioni di soccorso non eravamo noi con la Iuventa bensì la Vos Hestia, sotto il controllo della Guardia costiera. Poco distante c’era anche la nave Seefuchs della Ong Sea Eye”.

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