Rinviata l’udienza del processo per voto di scambio ad Alcamo a carico di Nicolosi

In Alcamo, Apertura, Giudiziaria
tribunale

Nell’ambito del procedimento giudiziario nel quale è imputato l’ex consigliere comunale, Antonio Nicolosi, il 5 ottobre scorso sono stati depositati gli atti di indagine della procura di Caltanissetta relativi ad Antonino Papania, il quale risulterebbe il mandante e istigatore del maresciallo dei carabinieri della Compagnia di Alcamo, Roberto Sabato. Quest’ultimo sarebbe entrato illecitamente in possesso di documenti inerenti l’attività investigativa relativa proprio all’ex senatore del PD. Tra gli atti sottratti al sistema informatico dei carabinieri figurano le missive anonime concernenti le infiltrazioni mafiose nel comune di Alcamo.

È stata rinviata al 18 novembre prossimo l’udienza del procedimento giudiziario che si sta svolgendo davanti al giudice Piero Grillo, presso il tribunale di Trapani, a carico dell’ex consigliere comunale dell’Idv, Antonio Nicolosi, e del coimputato Giuseppe Milana, accusati di voto di scambio alle elezioni amministrative ad Alcamo nel 2012. Entrambi hanno scelto il rito ordinario per difendersi dalle accuse, diversamente dagli altri imputati che hanno optato per il rito abbreviato e che, il 21 aprile del 2016, sono stati giudicati colpevoli del reato di cui sopra. Tra loro anche l’ex senatore del PD Antonino Papania e il suo braccio destro Massimiliano Ciccia.

Il pubblico ministero Franco Belvisi, durante l’udienza del 5 ottobre scorso, aveva depositato gli atti di indagine della procura di Caltanissetta che concernono l’ex parlamentare. La notizia è stata diffusa nei giorni addietro da alcuni giornali nazionali, in primis dal Fatto Quotidiano.

Dall’attività investigativa effettuata dalla procura nissena, Antonino Papania risulterebbe il mandante ed istigatore del maresciallo dei carabinieri della compagnia di Alcamo, Roberto Sabato. Il militare, mediante l’acquisizione illecita di documenti dal sistema informatico dei carabinieri, avrebbe aiutato l’ex senatore ad eludere le investigazioni che lo riguardavano, svolte dalla procura di Trapani e, in particolare, dall’Ufficio del sostituto procuratore Rossana Penna.

Tra i documenti illecitamente acquisiti dal maresciallo Sabato, e rivelati a Antonino Papania, figurano proprio le intercettazioni concernenti Massimilano Ciccia, braccio destro dell’ex senatore, portate avanti dal pubblico ministero Rossana Penna nell’ambito dell’indagini a carico di Antonino Nicolosi; degli appunti concernenti le indagini sul voto di scambio a carico di Papania; i verbali delle interrogazioni a Niclo Solina, candidato sindaco del movimento politico ABC alle elezioni del 2012 e parte lesa nei processi per voto di scambio in corso; diverse missive anonime aventi ad oggetto le infiltrazioni mafiose all’interno del comune di Alcamo; esposti anonimi che citavano diversi politici alcamesi, tra cui l’ex vicesindaco Pasquale Perricone, riguardanti attività di carattere mafioso; documenti relativi alla c.d. operazione antimafia “Cemento libero”. Inoltre, la documentazione relativa a tutti i militari della Compagnia dei Carabinieri di Alcamo.

Il maresciallo Sabato, inoltre, secondo l’indagine della procura nissena, avrebbe acquisito informazioni accedendo illecitamente allo SDI (Sistema di interscambio informatico tra polizia e carabinieri).

La procura di Caltanissetta, nella conclusione degli atti delle indagini preliminari, cita anche le informazioni sul conto di Roberto De Mari, marito del pubblico ministero del tribunale di Trapani Rossana Penna, alle quali il maresciallo Sabato non avrebbe avuto diritto d’accesso.  Bisogna ricordare che il sostituto procuratore Penna ha abbandonato nel corso del 2015 l’incarico, avendo seguito i diversi filoni d’inchiesta sul voto di scambio (oggi sostituta dal pm Belvisi) che coinvolgono Antonino Papania. Infatti, a seguito di una perquisizione svolta dalle fiamme gialle nel maggio 2015, negli uffici della cooperativa Futura 2000 riconducibile a Papania, erano stati trovati, tra i citati documenti, quelli che avevano ad oggetto proprio l’attività d’indagine della dottoressa Penna. Quindi, atti riservati che inspiegabilmente si trovavano nelle mani dell’ex senatore del Pd. Per tale motivo, il pm Rossana Penna, diventata parte offesa nell’ambito delle proprie indagini, ha lasciato il compito affidatale dalla procura trapanese. Su tali avvenimenti sono state effettuate le indagini della procura di Caltanissetta. Infatti, secondo quanto disposto dalla legge, nei casi in cui si verificano eventi del genere, il palazzo di giustizia competente a svolgere l’attività investigativa non può essere lo stesso nel quale un pubblico ministero presta servizio, ma quello territorialmente più vicino: il tribunale nissseno, per l’appunto.

Nella sua conclusione delle indagini preliminari, il pubblico ministero di Caltanissetta, Santi Condorelli, ha individuato i seguenti reati commessi, fino al maggio del 2015, da Antonio Papania e Roberto Sabato: la violazione di più disposizioni di legge con un medesimo disegno criminoso, il concorso di persone nel reato e l’accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico. In merito a quest’ultima fattispecie di reato, la norma prevede una pena fino a 5 anni se il fatto è commesso da pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso di poteri, o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio. Aggravano, poi, i suddetti reati il fatto che siano stati commessi per eseguirne od occultarne un altro, ovvero per conseguire o assicurare a sé o ad altri il prodotto o il profitto o il prezzo ovvero la impunità di un altro reato, come recita l’art.61 comma 2 del codice penale. A breve, verrà fissata la data dell’udienza preliminare nella quale il giudice deciderà se rinviare a giudizio l’ex senatore del Pd Papania e il maresciallo Sabato.

L’attività investigativa della procura nissena, entrata a spada tratta nell’ambito del processo a Trapani per voto di scambio, nel quale è imputato Nicolosi, potrebbe portare alla luce nuovi episodi relativi al periodo delle amministrative del 2012, ma non solo. Infatti, come suddetto, tra i documenti acquisiti illecitamente dal Sabato, di recente depositati agli atti dalla procura, vi sono pure le indagini sulle infiltrazioni mafiose al comune di Alcamo. Dunque, potrebbero venir fuori dei tasselli importanti per la ricostruzione storica del potere vigente in città nel decennio scorso. Così, pure, si potrebbe ancora far chiarezza sugli avvenimenti che portarono alla elezione del sindaco Sebastiano Bonventre, quattro anni fa. Un cavallo, Bonventre, sul quale l’ex senatore del PD, Anonino Papania, aveva puntato per confermare la propria influenza politica sulla città di Alcamo. Un risultato vincente, quello ottenuto da Papania, ma che, secondo un primo grado di giudizio emesso in primavera, fu ottenuto in maniera non lecita e attraverso una macchina di accaparramento e moltiplicazione dei voti dietro la dazione di pacchi di pasta ai cittadini meno abbienti. Bonventre, ricordiamo, sconfisse al ballottaggio il suo rivale Niclo Solina per soli 39 voti.

“Il fine giustifica i mezzi”, diceva una frase attribuita a Nicolò Machiavelli. Quale scopo, però, avesse in mente l’ex senatore Antonino Papania nel procurarsi documenti riservati, concernenti i suoi rivali politici e gli uomini dello Stato che stavano svolgendo le indagini a suo carico, lo sveleranno solamente i diversi procedimenti giudiziari una volta giunti al termine.

 

Linda Ferrara

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