Salemi, il Comune cerca professionisti che lavorino gratis. L’ordine degli assistenti sociali: “Inaccettabile, si ritiri il bando”

In Salemi

Sta facendo molto discutere l’avviso pubblicato nei giorni scorsi dal settore “Servizi alla Persona” Nei giorni scorsi il settore “Servizi alla Persona” del Comune di Salemi ha pubblicato un avviso (in scadenza il 15 luglio) con l’obiettivo di reclutare sociali e psicologi, abilitati ed iscritti nei rispettivi albi professionali. L’’intento è quello di realizzare interventi di prevenzione contro la violenza e di assicurare il giusto sostegno alle eventuali vittime in modo da contribuire al superamento dello stato di disagio psico-sociale in cui si trovano. La singolarità dell’avviso in questione è che la collaborazione dei suddetti professionisti dovrebbe essere garantita a titolo gratuito. La notizia ha fatto il giro del web in questi giorni, causando indignazione e sconcerto tra quanti ritengono inaccettabili le condizioni proposte dall’amministrazione di Salemi per prestazioni lavorative legate a professionalità consolidate.

Sulla vicenda si registra adesso una dura presa di posizione ufficiale da parte dell’Ordine professionale degli assistenti sociali di Sicilia: “A nessun lavoratore può essere chiesto di operare gratuitamente, ma pare che la pubblica amministrazione voglia dimenticarlo. Così, dopo lo scandalo nazionale scoppiato nel marzo scorso, quando era stato il Ministero dell’Economia a cercare consulenti “qualificati” ma che avrebbero dovuto lavorare gratis, questa volta è il Comune di Salemi che cerca la “collaborazione gratuita di professionisti esterni” assistenti sociali.
Come già abbiamo fatto altre volte, anche oggi il Consiglio regionale dell’Ordine competente e il Consiglio nazionale dell’Ordine hanno preso contatto con l’amministrazione siciliana per chiedere il ritiro immediato dell’avviso. E’ surreale che un Comune che si pone, giustamente, il problema di realizzare degli interventi di “prevenzione della violenza con la principale finalità di assicurare ai soggetti che subiscono atti di violenza il giusto sostegno per consentire loro il superamento della condizione di disagio socio-psicologico” scambi dei liberi professionisti per dei volontari. Il disagio sociale comunque e dovunque si manifesti, ha bisogno di investimenti, di scelte. La politica, le istituzioni, se ne facciano carico”.

 

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