Rieducazione e condizioni preoccupanti in carcere, le Camere Penali oggi si astengono dalle udienze

In Apertura, Marsala

Anche a Marsala i penalisti parteciperanno alla giornata di astensione dalle udienze prevista per oggi ed indetta dalla Unione Nazionale delle Camere Penali.

“L’esecuzione penale in Italia – ha detto il Presidente della Camera Penale di Marsala “On. avv. Stefano Pellegrino”, Giacomo Frazzitta – è in un vicolo cieco con una costante e continua violazione dei diritti umani. L’attuale Governo dimostra ancora una volta di seguire la pancia del Paese e non i principi sanciti dalla Costituzione che pretendono la rieducazione del detenuto. Le parole che invece circolano sono caratterizzate da un lessico da strada oltre che da una irriverenza ai principi costituzionali, poiché si sente troppo spesso dire: che marciscano in carcere”.

Nel 2018, secondo fonti nazionali, sono morti 148 detenuti, tra questi 67 suicidi. Nell’anno corrente ci sono stati 60 morti e tra questi 20 suicidi.

“Bisogna ricordare a tutti che il carcere deve rieducare in un paese che si reputi democratico – così ha detto il vice presidente della Camera Penale, Francesco Moceri -, e invece si assiste alla disumana convivenza di più persone in celle umide, insalubri, caratterizzate da pessime condizioni igieniche, con un aumento di virus e malattie, che con l’attuale caldo estivo trovano ulteriore possibilità di propagarsi, mentre il DAP si preoccupa di diramare una circolare sull’uso della televisione (7 ore per notte), che tuteli la quiete negli istituti penitenziari per incentivare “salubri ritmi sonno-veglia”. I detenuti italiani, sono esasperati per la mancanza di acqua o per il mancato soccorso ad un malato grave. Per questi motivi è stato indetto un giorno di astensione dalle udienze penali, sperando che la forza dell’Unione Camere Penali Italiane possa sensibilizzare sui temi della condizione carceraria facendo rivalutare al governo le scelte nell’ambito dell’esecuzione penale”, affermano Frazzitta e Moceri..”.

I penalisti puntano quindi il dito anche sulla condizione carceraria che oltre alla perdita della libertà pregiudica, a loro dire, irreversibilmente la dignità.

“Lo sciopero a cui aderiscono tutti i nostri 40 associati – ci ha detto Giovanni Gaudino presidente dell’Associazione penalisti “Cesare Beccaria” – riguarda anche i mancati impegni nei confronti del comparto giustizia presi dai precedenti governi e a cui quello attuale non ha più dato seguito. Si ha l’impressione che si stia scivolando verso una gestione autoritaristica di un ministero che dovrebbe tutelare i diritti di tutti i cittadini e tra di essi quelli dei detenuti”. Lo sciopero è indetto anche per cercare di salvaguardare il diritto alla salute e alla vita del detenuto, senza distinzione di gravità del delitto commesso.

I vertici della Camera Penale del Tribunale di Marsala, affermano anche che la situazione attuale è sfociata in rivolte all’interno di numerosi istituti di pena la situazione dei carceri di Trento, Rieti, Sanremo, Spoleto, Campobasso, Agrigento, Trapani, Barcellona, Poggioreale vanno ritenuti gravi campanelli di allarme. “E dire – conclude Giovanni Gaudino – che il ministro di Grazia e Giustizia Alfonso Bonafede, è un uomo originario del nostro territorio. È nato ed ha vissuto a Mazara del Vallo. Conosce le peculiarità e le esigenze del comparto giustizia del Foro di Marsala. Inoltre, e questa è certo nel suo caso un’aggravante, di professione fa l’avvocato. Quindi dovrebbe conoscere bene i nostri problemi”.

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