“Settant’anni fa la Shoah, oggi gli immigrati”. Per la Lo Curto il governo semina odio

In Regione

“L’atteggiamento assunto nei confronti dei migranti, con il no agli sbarchi dei disperati, nel giorno in cui in Italia si celebra il rito della memoria della Shoah, mi provoca un brivido di paura per il male terribile e oscuro del razzismo che grazie alla propaganda del governo gialloverde si sta pericolosamente diffondendo nel comune sentire”. A dichiararlo è la capogruppo Udc all’Ars Eleonora Lo Curto.

“Settant’anni fa – aggiunge la deputata regionale marsalese – toccò agli ebrei, agli zingari e agli omosessuali. E furono sei milioni di esseri umani, dapprima additati, poi ghettizzati e infine sterminati. Oggi ad essere additato e riconosciuto come il pericoloso nemico da respingere e da espellere è l’immigrato. Matteo Salvini in pieno stile “celodurista” ereditato da Bossi, sta portando avanti una sordida campagna contro l’uomo, che si diffonde in modo impressionante perché fa sentire forti i deboli e perché il popolo ha bisogno di un padrone che sa fare sentire forte la sua voce. Ma questa storia, ed ha ragione il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, non ha nulla a che fare con il razzismo; Matteo Salvini per i suoi esclusivi fini elettorali e di espansione del consenso si è inventato un nemico: l’immigrato. Lo prende di mira, lo rifiuta, lo espelle, lo demonizza e ne fa quotidiano oggetto della sua propaganda politica. Così mentre Bossi e Calderoli urlavano forza Etna per accendere l’animo dei padani (la strategia è la stessa!), Salvini ha avviato la campagna di conquista del sud puntando ad nuova guerra santa, mentre la banalità del male torna a diffondersi con la sua disumana propaganda. La ferocia nazista è iniziata così, puntando il dito contro, emanando leggi razziali, espellendo dalle scuole e dalle università gli studenti ebrei, impedendo l’esercizio di professioni e mestieri, costruendo ghetti, confinando persone, negando le libertà fondamentali e ogni diritto. Questa pagina di storia scritta con la lucida ferocia di cui solo l’uomo e nessuna belva può vantarsi non sarebbe stata mai scritta senza la complicità, la compiacenza, la condivisione e l’indifferenza del popolo tedesco. Ed è questo il lato più inquietante su cui la propaganda di Salvini deve fare riflettere. È vero, non è pensabile che questo possa tornare ad essere, ma è verosimile e assai probabile che la semina dell’odio e il processo di identificazione con l’uomo forte possano alimentare nuove forme di barbarie. Impedire l’accoglienza, espellere persone integrate, non è un atto di forza contro l’Europa ma lo squallido esercizio del machismo istituzionale di cui questo governo si compiace con ostentata arroganza”.

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