“Si Resti, Arrinesci” arriva a Trapani. Sabato un’assemblea cittadina all’oratorio di San Rocco

In Trapani

Approda anche a Trapani la campagna regionale “Si Resti, Arrinesci”, nata con l’obiettivo di fermare l’emigrazione forzata dalla Sicilia.

Sulla spinta di una rete civica che vede la partecipazione di cittadinanza attiva e delle associazioni culturali del territorio trapanese Agorà e Trapani per il futuro, si terrà sabato 30 novembre un’assemblea cittadina che intende presentare alla città le istanze del movimento e ufficializzare la nascita del nodo trapanese.

L’appuntamento è fissato a partire dalle ore 18, presso i locali dell’oratorio San Rocco.
Studenti universitari e delle scuole superiori, docenti, associazioni di volontariato e promozione sociale, lavoratori e precari di ogni tipo in sinergia con Padre Antonio Garau – portavoce del “Movimento delle valigie cartone” – hanno scelto, qualche mese fa, di organizzarsi per mettere al centro del dibattito pubblico il tema del diritto a vivere nella propria terra. In breve tempo la campagna da Palermo è riuscita ad estendersi a macchia d’olio andando a costituirsi in una rete regionale che passo dopo passo si fa sempre più fitta, segno di un malessere sempre più diffuso.
Le ragioni del grave fenomeno dell’emigrazione sono da ricercare nelle condizioni economiche in cui versa la nostra terra. Non è un caso se l’isola detiene un tasso di disoccupazione giovanile pari al 53%. Non è un caso se i tassi di povertà sono in continua crescita e le emergenze sociali dilagano. Non è un caso, appunto, se ogni anno 20mila giovani fanno le valigie e vanno via vedendo nell’emigrazione l’unica strada per la salvezza dalla precarietà e la disoccupazione.
Per invertire la rotta e fermare lo spopolamento che sta vivendo la Sicilia, secondo i promotori della campagna, “bisogna ripartire dai giovani e, in generale, da tutti noi”. “Bisogna ripartire da chi i territori li ama e li vive, mettendosi subito a lavoro per costruire quelle condizioni che ci permettano di poter restare e non essere costretti a partire. La campagna si propone di scuotere e sollecitare chi abita e attraversa i palazzi istituzionali, facendo emergere le gravi e tante contraddizioni e criticità che caratterizzano la nostra terra ed elaborando, di conseguenza, delle proposte reali per un cambio culturale, economico e sociale della Sicilia”.

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