Il micro e il macro

In Apertura, Io la penso così

Noi, lo confessiamo apertamente anche con un po’ di vergogna, di queste iniziative per “salvare” lo Stagnone di Marsala non ci abbiamo capito nulla. Lo diciamo con altrettanta prontezza: la colpa è nostra. Ben vengano i progetti pubblici e…pubblici (i privati è meglio che non ci mettano mano, neanche per toccare l’acqua per capire se è calda). Abbiamo appreso che su queste iniziative ci sono opinioni diverse.

Ci riferiamo al cosiddetto progetto AcquaSal che negli intenti dell’amministrazione di Marsala dovrebbe mirare al ripopolamento dello Stagnone di alcune specie di pesci. Almeno così abbiamo capito ( ma non giurateci…). Subito si sono scagliati contro ambientalisti (alcuni poi hanno persino cambiato idea) che sostengono che la presenza e l’allevamento a scopo reintroduttivo di specie ittiche finisce per nuocere alla salute dello Stagnone. La cosa è approdata in Consiglio comunale e noi che lo frequentiamo spesso, abbiamo assistito ad un dibattito che ha finito (sempre per colpa nostra, ci mancherebbe) per non farci capire più nulla. C’è di mezzo anche l’Università di Palermo. Noi abbiamo grande rispetto per la scienza e spesso ci fidiamo, ma a giudicare dalle opinioni che emergono, la presenza dei cattedratici ha finito con l’essere divisiva. Ieri, la notizia la riportiamo in altra parte del giornale, l’amministrazione di Marsala, assieme all’ex provincia e e all’Università di Palermo ha attivato una richiesta di finanziamento per il ripristino di una migliore circolazione idrica all’interno della zona nord dello Stagnone. L’acqua si sa più circola, più si rigenera. Almeno noi così abbiamo capito.

Anche qui l’intervento dei cattedratici ci lascia quasi tranquilli. Sono cose importanti che speriamo di vedere attivate nel giro di un tempo utile per capire di che si tratta. Sempre ieri, ma si può dire anche ieri l’altro e …domani, una nostra lettrice ci ha segnalato la mancanza di cassonetti per la raccolta dei rifiuti, “anche piccoli” ci ha detto, nella spiaggetta di fronte alla villa Genna. E’ un piccolo e suggestivo posto che intere generazioni di bambini hanno frequentato. L’acqua è limpida, bassa e calda. Ideale per portarvi i ragazzini e per fare stare con meno apprensione i genitori. Poi i bimbi mangiano e le carte dei panini e quant’altro dove si buttano? Si potrebbe aggiungere: poi bevono e le bottigliette? Signori dei grandi progetti, mentre siete lì a studiare i massimi sistemi non sarebbe il caso, per competenza e per responsabilità, di pensare a qualche cestino? Anche piccolo, meglio di niente.

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