Le cose di casa nostra e le donne svizzere

In Apertura, Io la penso così
donne svizzere

Avevamo individuato due argomenti ed eravamo indecisi su quale “proporvi” in queste nostre note. La scelta poteva cadere su quello che stiamo vedendo nel Consiglio comunale a Marsala, tra Piano di Opere Pubbliche e, ma non è riferito ad alcuni in particolare, l’Opera dei Pupi. Si è partiti qualche settimana fa con un “cretino” apostrofato “legalmente” ad un componente della giunta, fino ad arrivare ad un maiale (per al verità il termine usato era più siciliano), che qualcuno avrebbe diviso non si è capito bene con chi.

Avevamo deciso anche il titolo: “Il Nulla”. Poi abbiamo dato uno sguardo alle politica nazionale dove l’ha fatta da protagonista la vicenda relativa alle intromissioni della politica nella scelta dei vertici delle Procure Italiane. Anche in questo caso avevamo pronto il titolo: “Di Lotti e di Governo”. Ma chi ci segue sa che noi amiamo guardare anche alle cose un po’ più particolari che accadono lontane dalle nostre parti. La nostra generazione, anche quella politicizzata che aveva riferimenti internazionali ben chiari, ha sempre guardato con invidia e, diciamoci la verità con un tantino di invidia, ai Paesi del nord e del centro Europa. E si sprecavano (e lo si fa ancora) termini del tipo: “Sono più civili, hanno le strade bene asfaltate”, e via così elogiando. Una volta e siamo sicuri che sarà accaduto anche a voi, abbiamo ascoltato la storiella di un italiano che gettando una cartaccia a terra si è sentito apostrofare da uno svizzero che “..forse le è caduta a terra…”. Miti per miti, quello d’ oltralpe era certamente il più consolidato nell’immaginario collettivo italiano. Ieri le donne svizzere sono scese in piazza per rivendicare alcuni diritti protestando civilmente. Fin qui oltre ad un po’ di sorpresa: “…ma come le cose non vanno benissimo Lugano?”, nulla di particolare e noi eravamo orientati a ritornare al Pd, ai magistrati e a Lotti che nel frattempo però si era autosospeso dal suo partito togliendoci un po’ di materia su cui argomentare. Abbiamo riaperto il caso svizzero e, grazie ad internet…, abbiamo scoperto due cosette che vogliamo riportare a beneficio dei soggetti di cui abbiamo scritto (quelli del mito …).

Ed ecco cosa abbiamo letto (per noi si trattano davvero di novità assolute, invidiamo quanti di voi ne fossero già a conoscenza). La prima protesta delle donne svizzere fu nel 1918, quando si unirono al movimento mondiale che chiedeva il diritto di voto alle donne, diritto che in Svizzera venne riconosciuto soltanto nel 1971(!) Il 14 giugno 1981 venne approvato con un voto federale l’articolo costituzionale sulla parità tra donne e uomini (!!!). Dieci anni dopo le donne scesero in piazza per protestare per quella parità mai realizzata ( siamo nel 1991) e oggi hanno scelto di tornare in strada per chiedere rispetto e tutele.

Non aggiungiamo altro e ci pentiamo di non esserci dedicati al nulla del nostro Consiglio comunale.

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